domenica 27 giugno 2021

Nuovo Rapporto Crenos sull'economia della Sardegna. Appunti dalla nota stampa

 Nei giorni scorsi il Crenos ha presentato il nuovo rapporto sull'economia della Sardegna. Ecco alcuni appunti dalla nota stampa:

- "Nonostante la relativa scarsa diffusione del contagio virologico, nel 2020 in Sardegna si sono avuti 15.801 decessi, con una sovramortalità del 16% rispetto alla media del quinquennio precedente [...]"

- "L’impatto della pandemia sul mercato del lavoro in Sardegna cancella tre anni di progressi. Subisce un brusco arresto sia il tasso di partecipazione al mercato del lavoro (- 3 punti sul 2019) che il tasso di occupazione (-1,8 punti). La Sardegna perde nel complesso 27 mila occupati e 43 mila forze di lavoro, collocandosi così tra le regioni in cui la crisi pandemica ha avuto gli effetti peggiori sul mercato del lavoro"

- "Donne e lavoratori con minore tutela contrattuale sono le categorie più colpite. Le peggiori prospettive occupazionali hanno ridotto la partecipazione al mercato del lavoro soprattutto tra le donne. Oltre la metà (56%) di coloro che escono dal mercato del lavoro in Sardegna sono donne, nonostante queste ultime rappresentassero nel 2019 solo il 43% delle forze di lavoro. Anche il tasso di occupazione femminile (-5,6%) peggiora più di quello maschile (-3,4%), soprattutto tra le lavoratrici con un titolo di studio inferiore alla laurea. Per quanto riguarda le diverse tipologie contrattuali, la quasi totalità della riduzione dell’occupazione si registra tra i lavoratori con contratto a tempo determinato".

- "Dai dati sui servizi socio-educativi per la prima infanzia emerge un quadro complessivamente insoddisfacente. La Sardegna risulta essere la penultima regione italiana per copertura comunale di questo tipo di servizi: solo il 23,3% dei comuni offre questo servizio, valore in calo di 4,3 punti rispetto al 2017".
- Per quanto riguarda il capitale umano, nel 2019 la Sardegna registra solo 21,6% di giovani laureati (lontano dall’obiettivo del 40% per il 2020), e la presenza di scienziati ed ingegneri - indice della componente scientifica nel mondo del lavoro - è solo del 3,9% sulla popolazione attiva, a fronte del 10,2% nell’Europa a 27 membri. Gli strumenti messi in campo per correggere questo trend non sembrano funzionare: il 17,8% di giovani hanno abbandonato gli studi (rispetto al 10,2%
dell’UE27), solo l’8,5% di adulti partecipa ad attività di long-life learning (contro il 10,8 della media UE27), e l’inclusione dei giovani in percorsi di studio o di lavoro continua ad essere insufficiente e preoccupante (il 21,8% di giovani è classificata come NEET rispetto al 10,1% della media europea).

-Con l’introduzione della DAD, il divario potrebbe addirittura acuirsi: recenti studi in Europa sull’impatto della DAD sull’istruzione rivelano, per l’ultimo anno scolastico, la perdita di apprendimento equivalente ad un quinto del programma, con divari maggiori (fino al 60%) tra gli studenti provenienti da famiglie meno istruite, condizione molto diffusa in
Sardegna, data la bassa percentuale di popolazione laureata".

martedì 15 giugno 2021

Coprofagi nostalgici della merda di una volta

 Provo un fastidio sempre crescente verso quel gruppo di persone, di pseudointellettuali, che hanno seguito tutta la lunga marcia del pci verso il nulla filoborghese. Fantocci che hanno assecondato personaggi indegni come Pro o Velt, e che giorno dopo giorno continuano a pontificare dall'alto di chissà quale pulpito. Coprofagi nostalgici della merda di una volta.