venerdì 31 marzo 2023

Tempeste nell’economia mondiale di Livio Maitan

 

In occasione dei cento anni dalla nascita di Livio Maitan, pubblico questa breve scheda pubblicata un tempo su un altro sito (e poi rimossa). 

“Tempeste nell’economia mondiale” è un libro pubblicato da Livio Maitan all’inizio del 1998 nel momento più acuto della crisi delle Tigri Asiatiche, le economie emergenti dell’estremo oriente: Tailandia, Malaysia, Indonesia, Corea del Sud e Filippine.  Nel libro, Maitan ripercorre lo sviluppo dell’economia mondiale dal boom degli anni Cinquanta all’internazionalizzazione economica, con analisi approfondite dedicate all’Unione Europea, agli Stati Uniti e alle tendenze in Asia. L’autore ricostruisce le tendenze mondiali di fondo alla concentrazione e alla centralizzazione del capitale, con il rigore analitico proprio del marxismo rivoluzionario per arrivare, infine, a tracciare alcune riflessioni per una alternativa anticapitalistica.


Di particolare interesse sono i capitoli dedicati alle cause della cosiddetta finanziarizzazione dell’economia, all’analisi marxiana delle innovazioni tecnologiche e al carattere ciclico dell’economia capitalistica, fra crisi congiunturali, onde lunghe e ristagno prolungato.

Il libro include, inoltre, utili appendici con citazioni di passaggi chiave di Lenin, Gramsci, Mandel, Marx e Trotskij.

 Dall’introduzione:

“Dissentiamo da quanti sfumano il carattere intrinsecamente ciclico dell’economia capitalista e non vedono nelle vicende cicliche, di breve o di lunga durata, la chiave di interpretazione della dinamica complessiva anche degli ultimi decenni”.  “…è difficile negare che l’individuazione della tendenza alla concentrazione del capitale sia un asse centrale dell’interpretazione marxiana come lo è la definizione del carattere ciclico dell’economia”.

“Le classi dominanti, mentre si servono di mezzi di comunicazione dozzinali e crudamente mistificatori a uso del popolo sovrano, si dotano di strumenti ben più sofisticati per la propria formazione e per l’educazione dei propri quadri. L’èlite dei lettori, che accede ai fogli economici specializzati, ha bisogno di sapere come vadano realmente le cose e cosa si possa ragionevolmente prevedere non per civetteria intellettuale ma per regolarsi negli affari: non tollererebbe di essere trattata come oggetto di propaganda. E se un’analisi viene condotta con rigore, staremmo per dire materialistico, può approdare a conclusioni analoghe a quelle di chi parta da un punto di vista diametralmente opposto e tragga opposte conclusioni dal punto di vista socio-politico”. (Livio Maitan, Tempeste nell’economia mondiale, 1998, introduzione)

sabato 11 marzo 2023

20 anni dal 15 febbraio 2003. Microbilancio delle conseguenze di una sconfitta storica

 Il 15 febbraio 2003 il movimento dei movimenti scese in piazza per dire no "senza se e senza ma" alla guerra di Bush. In migliaia di piazze del mondo 110 milioni di donne e uomini dissero insieme NO ALLA GUERRA (e non perché pensassero che Saddam Hussein fosse una brava persona).


Anche a Cagliari fummo almeno 30mila. Feci a tempo a citare l'evento nella mia tesi di laurea in sociologia politica nella facoltà di scienze politiche a Cagliari su "movimenti sociali e globalizzazione".

Fu una sconfitta storica. E anche a causa di quella sconfitta oggi viviamo in un mondo così di merda.