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giovedì 16 ottobre 2025

Gli scioperi del 22 settembre e del 3 ottobre 2025: la battaglia per il popolo palestinese, l'antifascismo e il ruolo di Usb

 



Con gli scioperi e le manifestazioni (ognuno ha scelto il modo più opportuno di esserci) di queste settimane abbiamo dimostrato un forte supporto al popolo palestinese vittima di genocidio e ci siamo schierati con la Freedom Flotilla. E andremo avanti. Abbiamo anche dimostrato che una fetta decisiva della classe lavoratrice non accetta le intimidazioni di un governo che ha le radici storico/ideologiche nel fascismo. Come lavoratore sono fiero della funzione svolta da dal mio sindacato Usb in questa fase. La prontezza e la capacità di andare oltre certi schemi fissi per ottenere il maggiore livello di unità possibile di lavoratori e lavoratrici, pensionati e pensionate, studenti e studentesse. Per una causa giusta. Per la libertà.

martedì 9 settembre 2025

Dal Rapporto della Relatrice Speciale Onu per i diritti umani sui territori palestinesi emergono stretti rapporti fra il capitalismo cinese Rpc e il colonialismo israeliano

Tnuva, il più grande conglomerato alimentare israeliano, ora di proprietà della cinese Bright Dairy&Food Co. Ltd ha alimentato e beneficiato dell'espropriazione delle terre. Il presidente di Tnuva ha riconosciuto che "l'agricoltura [...] in generale e l'allevamento di bestiame in particolare sono una risorsa strategica e un pilastro significativo nell'impresa di insediamento". 

[...]

Israele ha usato i kibbutzim e gli avamposti agricoli per impadronirsi delle terre palestinesi e rimpiazzare i palestinesi.   Le aziende come Tnuva contribuiscono a rifornirsi di prodotti da  queste colonie, per poi sfruttare il mercato palestinese vincolato che ne deriva per garantirsi una posizione dominante sul mercato. La dipendenza dei palestinesi dall'industria lattiero-casearia israeliana è aumentata del 160% nel decennio successivo alla distruzione dell'industrial lattiero-casearia di Gaza da parte di Israele [...].

domenica 19 maggio 2024

Stalin e la nascita dello stato di Israele: poche righe di Canfora.


 Quale fu il ruolo di Stalin e del nascente blocco dell'Est nel consentire la nascita dello stato di  Israele?
La prefazione firmata da Luciano Canfora al libro "Perché Stalin creò Israele", di Leonid Mlecin, illustra i fatti in poche righe.
"Nonostante l'accusa di strumentalismo e di realpolitik nei confronti della politica estera sovietica, la scelta culminata nel voto sovietico a favore della Risoluzione 181 dell'Assemblea generale dell'Onu, il 26 novembre 1947, che stabiliva la divisione in due della Palestina e la creazione dello Stato di Israele, rappresenta un esito del tutto coerente con le premesse poste quasi tre anni prima alla Conferenza sindacale mondiale di Londra, nel febbraio 1945. Qui la delegazione sovietica approvò una risoluzione molto impegnativa e dal contenuto inequivocabile che sollecitava in due direzioni: proteggere gli ebrei contro l'oppressione e la discriminazione in qualunque paese,; dare al popolo ebraico la possibilità di costruire un "focolare nazionale" in Palestina [...]. In quel momento c'era doppiezza da parte sovietica. Essa penalizzava gli arabi e soprattutto i partiti comunisti dell'area (quello palestinese in particolare) ai quali veniva fatto intendere - per esempio dal console sovietico a Beiriut, Ruben Agronov - che il governo sovietico non intendeva, con ciò, esprimersi a favore della creazione di uno stato ebraico in Palestina. [...]
SI EBBERO, ALL'ASSEMBLEA GENERALE DELL'ONU, 33 VOTI A FAVORE, 13 CONTRO E DIECI ASTENSIONI.
CON L'URSS VOTARONO UCRAINA, BIELORUSSIA, POLONIA E CECOSLOVACCHIA. 
SE QUESTI CINQUE VOTI FOSSERO PASSATI NEL CAMPO DEI CONTRARI O DEGLI ASTENUTI, CI SAREBBE STATO UN RISULTATO DI PARITA': 28 CONTRO 28. 
E LA RISOLUZIONE PER LA NASCITA DELLO STATO DI ISRAELE SAREBBE STATA RESPINTA".