Questa battaglia per il NO è stata per me davvero sentita e commovente. Tante persone con idee molto diverse, spesso contrastanti, hanno capito che la riforma Nordio del csm (il sorteggio dei componenti togati) aveva l'obiettivo di porre il potere giudiziario sotto l'esecutivo. Con i decreti sicurezza, il progetto di una nuova legge elettorale e l'ambizione del premiato si andava tratteggiando uno stato autoritario sul modello ungherese di "fascismo democratico".Questo progetto è stato affondato. La Sardegna ha detto NO. La Sicilia, la Campania e la Calabria hanno ribaltato il tavolo del governo Meloni. I giovani hanno detto NO.
martedì 24 marzo 2026
C'È CHI HA DETTO NO
lunedì 16 marzo 2026
C'È CHI DICE NO. Referendum 22-23 marzo 2026
La riforma del csm voluta da Meloni, con la sua tripartizione e l'elezione a sorteggio dei membri togati, è un evidente tentativo di porre il potere giudiziario sotto il controllo di quello esecutivo.
Se vincesse il sì la vita per gli immigrati, per gli sfruttati e per chi non piega la testa sarebbe ancora più difficile. Per questo voterò NO con grande convinzione e invito a fare altrettanto.
sabato 24 maggio 2025
REFERENDUM:CHE COSA AVREBBE FATTO VINCENZO PILLAI? PER CONIUGARE LIBERAZIONE NAZIONALE E LIBERAZIONE SOCIALE
Penso spesso a quando Vincenzo Pillai parlava della necessità di coniugare la liberazione sociale alla liberazione nazionale. La lotta di classe all'autodeterminazione del popolo sardo.
Ciò che mi impedisce di riconoscermi nell'attuale sinistra indipendentista sarda è proprio la mancanza di una visione di classe:avevamo provato a fare qualcosa in questo senso con sisma, ma quell'esperimento è fallito subito e non ho mai capito il perché.
La classe lavoratrice sarda (che comprende lavoratori sardi e lavoratori immigrati) è sottoposta alle leggi dello stato italiano (fare finta che non sia così serve a poco) e avrebbe molto da guadagnare da una vittoria referendaria a giugno. Eppure vedo un totale silenzio e un sostanziale disimpegno in materia nell'area dell'indipendentismo di sinistra sardo. La mancanza di una visione di classe emerge anche dal sostegno dato da parte della sinistra indipendentista a esperimenti pasticciati cone la coalizione capeggiata da Soru con dentro Calenda e un sostegno informale targato Renzi. Allo stesso tempo, la sinistra italiana tutta (anche quella anticapitalista) fa una grande fatica ad analizzare in modo serio la questione coloniale sarda: per questo mostra in sostanza una totale incapacità di comprendere una lotta cone quella contro la speculazione energetica. Anche io ho le mie belle contraddizioni:sono un indipendentista sardo iscritto a una organizzazione italiana: sinistra anticapitalista.
In conclusione a questo raffazzonato intervento invito tutta la sinistra indipendentista e di classe sarda a votare cinque sì come avrebbe fatto, ne sono quasi sicuro, il compagno Vincenzo Pillai.



