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venerdì 6 febbraio 2009

I "consigli" di Fausto Bertinotti


Un cartello unitario, un blocco elettorale delle sinistre per le Elezioni europee del prossimo giugno. E' questa la proposta di Fausto Bertinotti pubblicata oggi sul Manifesto.

Peccato che la proposta venga proprio da chi è stato il massimo artefice del processo di disintegrazione di Rifondazione comunista. Disintegrazione frutto della continua rincorsa al meno peggio all'interno del centrosinistra di Prodi, dell'esclusione di Marco Ferrando dalle liste elettorali, dell'esplulsione di Franco Turigliatto dal Prc e dall'accettazione di troppi compromessi imbarazzanti nelle Giunte locali.

Bertinotti, tra i protagonisti della catastrofe dell'aprile 2008, potrebbe forse risparmiarci i suoi consigli.

lunedì 19 gennaio 2009

Statistiche


In questi giorni due personalità che "hanno un certo peso" nel centrosinistra regionale hanno sostenuto che in Sardegna non sarebbero necessari più di 75mila nuovi posti di lavoro. Ciò perché il numero dei disoccupati fonito dalle statistiche ufficiali ammonta , appunto, a 75mila.

Questa tesi, di apparente buon senso, è in realtà falsa. Per due motivi: il numero di disoccupati registra infatti solo le persone che cercano attivamente un'occupazione, non gli scoraggiati che desistono e si tirano fuori dal cosiddetto mercato del lavoro. La stessa cifra non tiene conto nemmeno dei tantissimi sardi che, mese dopo mese, fuggono dalla nostra isola in cerca di un futuro.

martedì 18 novembre 2008

La crisi del capitalismo del 1929 nelle parole di Eric J. Hobsbawm. Le analogie col presente.

Nella sua importante opera Il Secolo breve (Bur),lo storico Eric J. Hobsbawm analizza la grande depressione che ebbe inizio nel 1929.
Anche allora si verificò una crisi del sistema bancario. Ma non è la sola analogia.

Quando si verificò il crollo -spiega Hobsbawm - esso fu anche più violento negli Usa, perché un'espansione in ritardo della domanda era stata alimentata per mezzo di un'enorme espansione del credito ai consumatori. (...). Le banche, già colpite dal boom della speculazione immobiliare che, favorito come di consueto dall'ottimismo degli illusi e dal proliferare di iniziative finanziarie truffaldine aveva toccato il culmine alcuni anni prima del grande crollo, gravate di crediti inesigibili, si rifiutarono di finanziare nuovi prestiti immobiliari e di rifinanziare quelli esistenti.
Questo peraltro non impedì alla banche americane di fallire a migliaia, mentre (nel 1933) quasi la metà di tutti i mutui immobiliari statunitensi non venivano pagati e un migliaio di proprietà al giorno venivano sequestrate (pp. 124-125).

domenica 19 ottobre 2008

Stato sociale dei padroni

Contro la crisi finanziaria mondiale gli stati più ricchi si affannano ad intervenire per salvare le banche dal disastro, creando quello che si potrebbe definire lo stato sociale dei padroni. Un welfare state finanziato dalla collettività - e in primo luogo dai lavoratori dipendenti - a beneficio della borghesia e dei suoi comitati d'affari.
Nel frattempo in Italia prosegue, ad esempio, lo smantellamento dell'istruzione pubblica, dalle scuole elementari all'università, che va di pari passo al processo di privatizzazione della conoscenza.