domenica 21 giugno 2026
Iron Maiden - breve commento dopo il concerto di San Siro
giovedì 25 dicembre 2025
50 anni di Iron Maiden
"Like a fire in the sky
I can feel strength return
Heading for afterlife, meet me there" (Steve Harris, 2021)
Nel giorno di Natale del 2025 gli Iron Maiden compiono 50 anni esatti ai sensi dell'anagrafe heavy metal. Un percorso mai interrotto e fatto di canzoni, dischi e concerti a non finire dall'East End di Londra al Sud America.
(Purtroppo la band non si è mai esibita in Sardegna, anche se la leggenda dice che Harris passò qualche giorno a Cagliari in occasione dei mondiali di calcio del 1990 e nonostante che una quindicina di anni fa il capoluogo sardo vantasse una sorta di primato per la ricerca di "Iron Maiden" su google e simili).
I DISCHI
17 album in studio: capolavori senza tempo come Piece Of Mind o Seventh Son e altri che hanno diviso il pubblico e la critica. (Personalmente se ne dovessi scegliere solo due opterei per l'heavy da strada di Iron Maiden e il futurismo metallico di Somewhere in Time).
LE CANZONI
Circa 170 tracce proprie (perdonatemi se non ho la pazienza di fare il contro esatto) fra le quali decine e decine di capolavori. Qui ne elenco solo 17 "a campione", uno per album:
Phantom Of The Opera, Killers, The Prisoner, The Tropper, Rime Of The Ancient Mariner, Wasted Years, Infinite Dreams, No Prayer For The Dying, Afraid To Shoot Strangers, The Sign Of The Cross, The Clansman, Blood Brothers, Dance Of The Death, The Legacy, When The Wild Wind Blows, The Book Of Souls, The Parchment.
I MUSICISTI
I nostri eroi non sono virtuosi dello strumento, ma si può dire senza dubbio che Steve Harris, Dave Murray, Adrian Smith, Nicko McBrain e Clive Burr hanno influenzato generazioni di musicisti col loro stile personale e riconoscibile. E altrettanto vale per la voce di Bruce Dickinson, di scuola Gillan. Così come è stato brillante, ma più originale e quindi difficilmente replicabile, il contributo di Paul Di Anno.
LO STILE COMPOSITIVO
In questo mezzo secolo, Harris è stato il principale compositore dei Maiden, l'architetto dell'universo musicale della Vergine di Ferro. Ma il contributo di Di' Anno (nei primi anni della band), di Dickinson e Smith (e dal 1992 di Gers) è stato molto importante nel tracciare il percorso stilistico della band e nel definirne di volta in volta l'identità.
Brani come la stradaiola Running Free (Harris Di Anno), l'intellettuale Revelations (Dickinson), l'introspettiva Wasted Years (Smith) e la mistica Dance Of Death (Harris Gers) sono infatti piccole fotografie dello sviluppo della band in un dato momento storico-compositivo.
LA PERGAMENA
Per celebrare questi 50 anni ho scelto "The Parchment", una canzone che avvolge e ipnotizza, firmata da Harris, uno dei veri capolavori tratto dall'ultimo "Senjutsu". Ascoltatela e/o riascoltatela.
UP THE IRONS
martedì 17 giugno 2025
Run For Your Lives Tour: il mio punto di vista
giovedì 19 dicembre 2024
"We can hear, far away are the sound of distant drums". Gli Iron Maiden dopo l'ultimo concerto di Nicko McBrain
lunedì 11 marzo 2024
Bruce Dickinson - Mandrake Project - Una piacevole delusione
Il nuovo album di Bruce Dickinson, "Mandrake Project", è una piacevole delusione.
È una delusione perché una campagna di marketing molto ben architettata aveva creato aspettative per un "Chemical Wedding II", mentre in "Mandrake" solo due canzoni, "Afterglow of Ragnarok" e "Eternity Has Failed", vanno davvero in questa direzione.
In realtà si tratta di un disco composto da una serie di brani piuttosto eterogenea, composti in un arco temporale di oltre 20 anni, e somiglia più a una raccolta di b side di lusso che a un lp organico.
Non mi soddisfano le parti di batteria di Moreno, che trovo spesso piatte e prevedibili (provate a pensare a come un Cozy Powell o un Vinnie Appice avrebbero valorizzato certi passaggi).
Non mi entusiasma nemmeno il modo in cui Roy Z suona il basso, ugualmente piatto.
Bruce è grandioso e i brani sono buoni: per questo la delusione è piuttosto piacevole. Spesso però (a parte "Eternity" e poco altro) le tracce lasciano un senso di incompiuto o poco rifinito. E in fondo "Chemical Wedding II" esiste già e si chiama "Tiranny of Souls" (2005). Un album da riscoprire
sabato 29 gennaio 2022
Ascolti e letture con targa 2021
Iron Maiden - Senjutsu/Tattica e strategia di Steve Harris
Helloween - Helloween/Cadere dal cielo non basta
Blaze Bayley - War Within Me/Con Tesla, Touring ed Hawking
Smith Kotzen - Smith Kotzen/Taking Their Chances
Liquid Tension Experiment - 3/ Mille bolle blu
Dream Theater - A View From The Top Of The World/Troppo elevati
Cavalieri del Re - Box del 40° anniversario/Da Ransie all'Uomo Tigre
Massimo Carlotto - E verrà un altro inverno/Le contraddizioni in senso al popolo
Ronnie James Dio - Dio, Rainbow In The Dark, autobiografia/More Than One Night In The City
Vittorio Nocenzi con Franceso Villari - Nati liberi, la storia del Banco Del Mutuo Soccorso/Un viaggio nel cuore della musica
domenica 9 agosto 2020
Addio Martin Birch! L'uomo che diede il suono all'Hard Rock
Ci ha lasciato un uomo che contribuì in maniera determinante a forgiare il suono dell'hard rock e dell'heavy metal.
Il genio dietro il Rolling Stones Mobile con i Deep Purple di Made in Japan nel 1972 e con gli Iron Maiden di Live After Death nel 1985.
Colui in una interminabile sessione di registrazione spinse Bruce Dickinson a superare se stesso durante la registrazione del brano The Number Of The Beast e qualche anno dopo, da karateka contro schermidore, lo sfidò a duello!
Quanti album storici! Deep Purple, Wishbone Ash, Rainbow, Black Sabbath, Whitesnake, Iron Maiden, ma anche, per esempio, Toad e Fleetwood Mac.
Lo stakanovista del mixer si ritirò dall'attività a soli 44 anni, dopo le registrazioni di Fear Of The Dark. Aveva già scritto la Storia del Rock.
Addio
venerdì 4 settembre 2015
Book of Souls - un Track by Track alcolico-culinario
Disco I
If Eternity Should Fail - Sushi con molto Wasabi/Sake freddo
Speed of Light- Polpette fritte/0,30 chiara alla spina
The Great Unknown - Insalata di polpo/Vino bianco
The Red and the Black - Anatra all'arancia (un'anatra intera)/2 pinte di Guinness
When the River Runs Deep - Trippa con fagioli/Whiskey in the Jar
The Book of Souls - Cuore arrosto (possibilmente umano) al sangue/Vino rosso a fiumi
Death or Glory – Alette di pollo arrosto, piccanti, con contorno di patate al forno/Birra rossa Spaten
Shadows of the Valley – Frittatina veloce con asparagi e cipolle/Peroni o Ichnusa
Tears of a Clown – Cioccolato fondente e amaro/ Mirto
Man of Sorrows – Acquavite e caffè
Empire of Clouds – Torta alla panna con crema di mirtillo/Grappa di rose e sigaro
domenica 3 maggio 2015
Iron Maiden. Una questione di vita o di morte
sabato 26 ottobre 2013
Controcorrente - Blaze Years I
mercoledì 9 febbraio 2011
Il guru del mixer. Dall'hard rock alla Nwobhm: Martin Birch

1981
Fare degli Iron Maiden i nuovi Deep Purple: è questo l’obiettivo della Emi quando nel 1979 fa firmare a Harris e soci un contratto discografico per la realizzazione di ben tre album.
A rafforzare l’analogia tra le due band – pur nelle comunque notevoli differenze stilistiche – contribuisce l’arrivo di Martin Birch, lo storico produttore per l’appunto dei Deep Purple e di altri gruppi storici come Rainbow, Fleetwood Mac, Wisbone Ash, Whitesnake e Deep Purple.
Ed è proprio il man in black Ritchie Blackmore a fare ascoltare a Birch l’album di debutto dei Maiden e a suggerirgli di produrli (fonte: biografia della band sulla versione enhanced di Killers).
Birch porta quindi nell’heavy metal l’ esperienza di un uomo che ha fatto la storia dell’hard rock e ne ha seguito lo sviluppo in album come Rising dei Rainbow e Mob rules dei Sabbath.
Come detto rinforza la squadra, ed in modo decisivo, anche l’arrivo del chitarrista Adrian Smith, amico di lunga data di Dave Murray.
In pochi mesi la band compone e registra quindi il secondo album Killers, che parte della critica specializzata considera come il migliore album di sempre degli inglesi.
La pensa in questo modo Luca Signorelli, fra i decani del giornalismo metal italiano, che nel suo “L’estetica del metallaro, là fuori ci sono solo morti” inserisce il secondo lavoro dei Maiden tra i 25 pezzi della discografia minima del metal.
Allo stesso modo Metallus assegna a Killers – unico tra gli album dei Maiden – il massimo dei voti. “E’ il vero capolavoro della band - si può leggere nella recensione - con un Di Anno strepitoso, composizioni tutte di grandissima qualità e musicisti ispirati come non mai”.
In Killers trovano spazio nuove composizioni e vecchi pezzi esclusi dal primo album, come Wrathchild e Innocent exile.
La produzione eccezionale di Birch tira al lucido il sound maideniano.
Killers rappresenta senza un dubbio un capitolo unico nella lunga discografia degli inglesi: duro e metallico, intricato, tecnico ma diretto. Il drumming di Clive Burr non lascia respiro e riempie ogni spazio.
Dal punto di vista tecnico-esecutivo il secondo capitolo della saga maideniana include piccoli gioelli strumentali come The ides of march e Genghis Khan. In cui si può apprezzare pienamente il salto di qualità prodotto dall’ingresso di Smith.
La title track è forse il pezzo più duro e feroce mai realizzato dai Maiden. Il testo, scritto da Paul Di Anno, fu cambiato più volte in corso d’opera prima di giungere alla versione definitiva presente nell’album.
Se Killers, nella patria inglese, non ripete il successo dell’album di debutto – si ferma al dodicesimo posto della classifica britannica - è proprio col secondo lavoro che i Maiden cominciano ad acquisire una fama mondiale.
Grande successo specialmente in estremo oriente. Del trionfo nelle date giapponesi del tour rimarrà traccia nel maxi single Maiden Japan.
Rimane ottima testimonianza delle date italiane del tour anche nel bootleg Live in Reggio Emila, registrato il 31 marzo del 1981.
A conclusione del tour mondiale arriva però la doccia fredda. Una vita condotta secondo il puro r’n’r – fumare molto e bere di più – impedisce a Di Anno di stare al passo di una band sempre più grande e a cui è richiesta una sempre maggiore professionalità. Alcuni concerti vengono annullati proprio a causa delle cattive condizioni del cantante.
Di Anno non regge lo stress della vita on the road e nel settembre 1981 lascia – o viene indotto a lasciare - i Maiden.
Lascia Paul Di Anno e arriva Paul Bruce Dickinson, già alla voce con i Samson, con i quali tra il 1979 e il 1981 ha inciso tre album in studio: Survivors, Head on e Shock tactics e il Live at Reading. E proprio in occasione dello storico festival inglese – così narra la leggenda – Rod Smallwood propone a Bruce di entrare nella band.
La nuova line up viene rodata con una serie di concerti in Italia dal 26 al 30 ottobre: Bologna – il primo concerto in assoluto di Bruce con gli Iron Maiden -, Firenze, Roma, Udine e Milano.
Dal libro, in cerca di editore, "Iron Maiden. Neanche un anno sprecato".
Per info scivere a: godai73fab@yahoo.it
mercoledì 17 febbraio 2010
Iron Maiden: completate al Compass Point le registrazioni del nuovo album

Posted by Shadow on February 16, 2010 @ 17:58Ultimate Guitar reports:“British heavy metal legends Iron Maiden have completed the recording process for their new album at Compass Point Studios in Nassau, Bahamas with producer Kevin Shirley. According to a posting on Kevin’s official web site, “There’s still work to do, but the band portion is complete and in the can, so to speak.”Shirley previously worked on the last three Maiden albums — 2000’s “Brave New World”, 2003’s “Dance Of Death” and 2006’s “A Matter Of Life And Death”.The next Iron Maiden album will be the band’s fifteenth studio record, and they face a challenge to follow up “A Matter Of Life And Death”, which was received well critically and saw the group play the whole album on tour.Speaking at last year’s premiere of the band’s documentary film “Iron Maiden: Flight 666”, guitarist Adrian Smith stated, “There’s always a bit of pressure to follow up the last album, in a way it’s good because it motivates you.“We never get complacent; we always try our best for our own sake as much as anything else. As far as pressure for another album, we just do what we do — we’ve been doing it long enough now, we know what we’re doing. [laughs]”Iron Maiden will headline this year’s edition of the UK’s Sonisphere festival, which will be held Saturday, July 31, 2010 and Sunday, August 1, 2010 at Knebworth.”
lunedì 8 febbraio 2010
Stephen Percy Harris
Capitolo I –Burning Ambition: le origini negli anni Settanta
“Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette”. Francesco De Gregori, La leva calcistica della classe ’68.
Stephen Percy Harris
Machine head dei Deep Purple, Close to the Edge degli Yes, Thick as a brick dei Jethro Tull, Volume 4 dei Black Sabbath e Foxtrot dei Genesis. Il 1972 è un grande anno per l’hard rock ed il progressive. Nei primi anni Settanta, la fantasia ha – momentaneamente - preso il potere nelle stanze dell’industria discografica.
Il giovane Stephen – complice qualche disco prestato dall’amico Pete Dale - ama i grandi gruppi, la loro magniloquenza, quelle composizioni che sfidano la struttura canzone e che inizialmente gli sembravano così “weird”, bizzarre.
Il ragazzo ama la musica, ma anche il calcio.
Dopo un buon provino arriva infatti a giocare nelle giovanili del West Ham, la sua squadra del cuore. Ben presto, però, alla disciplina troppo rigida imposta dallo sport ad alti livelli, preferisce la vita del musicista, che consente di bere qualche birra in più ed uscire la sera.
Stephen inizia a suonare la chitarra a scuola per passare subito al basso, fonda il suo primo gruppo, i Gipsy’s kiss, e scrive la sua prima canzone: Burning Ambition. Del gruppo fanno parte Steve, il suo compagno di scuola Dave Smith alla chitarra, Paul Sears alla batteria, Bob Verschoyle alla voce e Tim Wotsit alla chitarra.
Il debutto in pubblico arriva nel 1973 e non certo in una grande arena, ma neanche in un pub o in un club rock.
Il bassista e il suo gruppo di amici fanno il loro ingresso nelle scene in un contest tra giovani gruppi in una sala adiacente alla chiesa di Saint Nicholas a Poplar, nell’East End.
Il quartiere popolare alla periferia di Londra in cui cresce il fondatore degli Iron Maiden: un figlio della working class. Il padre camionista e la madre casalinga.
Steve è ambizioso e sente il bisogno di crescere come bassista.
Nel 1974 e nel 1975 suona con gli Smiler, una buona boggie band simile ai Savoy Brown, con componenti sui 25 anni e con una certa esperienza alle spalle. Ne fanno parte Mick e Tony Clee alla chitarra e due elementi con un ruolo nei primi Maiden: il batterista Doug Sampson e il cantante Dennis Wilcock.
Questa breve fase permette ad Harris di maturare come musicista, di accumulare esperienza in concerto, ma genera in lui anche una certa frustrazione.
Stephen infatti prende da subito a comporre e proporre al gruppo nuove canzoni, che incorporano le fertile influenza dell’hard rock e del progressive, con numerosi cambi di tempo e di atmosfera. Pezzi che gli altri membri del gruppo – legati ad una impostazione standard - rifiutano regolarmente.
Così Stephen Pearcy Harris, dopo aver scelto la strada della musica invece che quella del calcio, nel dicembre del 1975 decide di fondare una band tutta sua: gli Iron Maiden. (...)
martedì 10 febbraio 2009
Il Somewhere back in time tour riparte da Belgrado
lunedì 5 gennaio 2009
Iron Maiden: tutti i concerti in Italia fino all'esibizione allo stadio San Siro di Milano del 17 giugno 2026
1980
1Roma, Castel Sant’Angelo, 29 agosto 1980
2Genova, Palasport, 1 settembre 1980
3Milano, Velodromo Vigorelli, 2 settembre 1980
Grande successo per i Maiden che suonano di spalla ai Kiss (Unmasked Tour)
1981 Killers World tour
4Milano, Rolling Stones, 30 marzo 1981 ore 16
5Milano, Rolling Stones, 30 marzo 1981 ore 21
6Reggio Emilia, 31 marzo 1981, Palasport
7Brescia, 1 aprile 1981, Palasport
8Gorizia, 2 aprile 1981, Palasport
9Torino, 3 aprile 1981, Palasport
10Bologna, 26 ottobre 1981, Palasport
Il primo concerto in assoluto di Bruce Dickinson con gli Iron Maiden
11Roma, 27 ottobre 1981, Teatro Tenda
12Firenze, 28 ottobre 1981, Teatro Tenda
13Padova, 29 ottobre 1981, Palasport
14Milano, 30 ottobre 1981, Teatro Tenda
1984-1985 World Slavery Tour
15Arma di Taggia, 22 agosto 1984, Ex Caserma Rivelli
16Bologna, 11 novembre 1984, Teatro Tenda
17Milano, 12 novembre1984, Teatro Tenda
1986 Somewhere on Tour
18Torino, 15 dicembre 1986, Teatro Tenda
19Milano, 16 dicembre 1986, Pala Trussardi
20Firenze, 17 dicembre 1986, Palasport
21Napoli, 18 dicembre 1986, Teatro Tenda
1988 Seventh tour of a Seventh tour
22Modena, 10 settembre 1988, Monsters of rock, Arena Festa nazionale dell’Unità
1990-1991 No prayer on the road
23Milano, 18 novembre 1990, Pala Trussardi
24Firenze, 19 novembre 1990, Palasport
25Roma, 20 novembre 1990, Palaeur
26Treviso, 21 novembre 1990, Palasport
1992 Fear of the dark
27Reggio Emilia, 12 settembre 1992, Monsters of rock, Arena Festa nazionale dell’Unità
1993 A real live tour
28Torino, 27 aprile 1993, Palasport
29Majano, 28 aprile 1993, Campo sportivo
30Firenze, 29 aprile 1993, Palasport
31Roma, 30 aprile 1993, Palaghiaccio
32Roma, 1 maggio 1993, Partecipazione al concerto del Primo Maggio in piazza San Giovanni
33Priolo, 2 maggio 1993, Palasport
34Napoli, 5 maggio 1993, Teatro tenda
35Bologna, 6 maggio 1993, Arena Parco Nord
36Genova, 8 maggio 1993, Palasport
37Milano, 9 maggio 1993, Forum di Assago
1995-1996 The Xfactour
38Torino, 26 novembre 1995, Palasport
39Modena, 27 novembre 1995, Pala Panini
40Roma, 28 novembre 1995, Palaeur
41Milano, 30 novembre 1995, Palatrussardi
42Firenze, 1 dicembre 1995, Palasport
43Pordenone, 2 dicembre 1995, Palasport
44Bolzano, 3 dicembre 1995, Palaonda
45Acireale, 16 gennaio 1996, Palasport
46Bari, 17 gennaio 1996, Palasport
47Perugia, 18 gennaio 1996, Palasport
48Montichiari, 19 gennaio 1996, Palasport
1998 Virtual tour
49Genova, 29 aprile 1998, Palasport
50Firenze, 30 aprile 1998, Palasport
51Pesaro, 2 maggio 1998, Bpa Palace
52Roma, 3 maggio 1998, Palaeur
53Milano, 5 maggio 1998, Palavobis
54Trieste, 6 maggio 1998, Palasport
1999 EdHunter tour
55Milano, 23 settembre 1999, Forum di Assago
2000 Brave new world tour
56Monza, 10 giugno 2000, Stadio brianteo – Metal 2000 festival
2003 Give me Ed til Dead tour
57Imola, 15 giugno 2003, Autodromo – Heineken Jammin’ Festival
2003 Dance of Death world tour
58Milano, 27 ottobre 2003, Fila Forum
59Firenze, 28 ottobre 2003, Palasport
2005 Early days tour
60Bologna, 11 giugno 2005, Arena parco Nord, Gods of metal
World tour 2006
61Milano, 2 dicembre 2006, Datch Forum
62Milano, 3 dicembre 2006, Datch Forum
2007 A matter of the beast summer tour
63Mestre, 14 giugno, Heineken Jammin’ Festival
64Roma, 20 giugno 2007, Stadio Olimpico
2008 Somewhere back in time tour
65Bologna, 27 giugno 2008, Arena parco Nord, Gods of metal
Final Frontier Tour
66Codroipo (Udine), 17 agosto 2010, Villa Manin
67Imola, 25/6/2011, Sonisphere
2013/2014Maiden England
68Rho, 8/06/2013, Fiera di Milano-Sonisphere
69Bologna, 1/6/2014, Arena parco Nord, Bologna
2016 Book of Souls tour
71Roma, 24/7/2016, Rock in Roma (Ippodromo Capannelle) 72 Trieste 26/07/2018, Piazza Unità d'Italia
The legacy of the beast tour
73 Firenze 16/06/2018, Firenze Rocks
74 Milano, 9/7/2018, Ippodromo Snai
75 Trieste, 17/07/2018, Piazza Unità d'Italia
The Future Past Tour
78 Milano, 17/06/2025, Stadio San Siro
lunedì 10 novembre 2008
Somewhere back in time...again!

Tra il febbraio e il marzo del 2009 i sei inglesi faranno ritorno in Nuova Zelanda dopo 16 anni di assenza e faranno tappa anche nel Dubai, in India, in Messico ed in altri paesi del Sud America.
L'annuncio è stato pubblicato sul sito ufficiale del gruppo http://www.ironmaiden.com/.
Febbraio 2009
Venerdì 13 - UAE -Dubai Media City Amphitheatre
Domenica 15 - India - Bangalore Royal Challenge Rock In India
Venerdì 20 - New Zealand - Auckland. Mount Smart Stadium
Sabato 21 - New Zealand - Christchurch. AMI Stadium
Mercoledì 25 - Mexico - Monterrey Estadio Technologico.
Giovedì 26 - Mexico - Guadalajara Arena VFG Jalisco.
Sat 28 - Mexico - Mexico City Fero Sol Stadium Complex
Marzo 2009
Sud America - presto i dettagli
domenica 21 settembre 2008
Gli Iron Maiden verso il quindicesimo album

Con tutta probabilità i Maiden incideranno il successore di A Matter of Life and Death nel corso del 2009.
Il nuovo album - come afferma il produttore Kevin Shirley nel diario del suo sito - sarà preceduto da un film sul recente tour mondiale, al quale seguiranno un cd e un dvd dal vivo.






