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domenica 10 maggio 2026

Partito Comunista di Sardegna - Storia di un sogno interrotto di Paolo Pisu

 È stato scritto innumerevoli volte: la storia non si fa con i se. Ma riaprire alcune pagine poco note del passato, consente comunque di immaginare sviluppi alternativi delle vicende storiche ed elaborare nuove scelte per il futuro. In questo libro, Paolo Pisu racconta le vicende del Partito Comunista di Sardegna, una realtà politica poco conosciuta anche nella stessa Isola. Un soggetto politico che, se non fosse stato sciolto nel luglio del 1944, a causa sostanzialmente degli interventi “a gamba tesa” del Pci e della fragilità del gruppo dirigente, avrebbe potuto contribuire a tracciare una storia diversa per il movimento dei lavoratori della Sardegna per l’emancipazione della nazione sarda.



Il Partito Comunista di Sardegna, fondato nel dicembre del 1943, elaborò indirizzi programmatici del tutto avversi al centralismo che caratterizzava il partito italiano nella fase precedente la svolta di Salerno. Lo statuto del Pcs immaginava la Sardegna fare parte costituente, come repubblica autonoma e sovrana, di una repubblica socialista federativa più ampia e non definita nei particolari. Il Partito Comunista di Sardegna, schierato a fondo nella lotta per liberazione dal nazifascismo, non sarebbe stato in alcun modo subordinato alle decisioni prese dal Pci. Si trattava di un movimento politico radicato nel Nord della Sardegna, con una presenza politicamente significativa nella città di Sassari e una sezione come quella di Bonorva che contava oltre 100 tesserati. Pisu indica in Antonio Cassitta, già fondatore del Pcd’I con Gramsci e Bordiga, la figura più prestigiosa del Pcs. Iscritto al Partito fu anche Nanni Dore, poi rappresentante della IV Internazionale in Sardegna.  La ricostruzione puntuale di Pisu è accompagnata da una serie di interviste ai protagonisti e da documenti storici, come il programma e lo statuto del Pcs.


Recensione tratta dal sito Rosa Rossa

sabato 28 febbraio 2026

Capitalismo: "Un livello di centralizzazione oltre le più distopiche aspettative"

 "... al giorno d'oggi, oltre l'80 per cento del capitale azionario quotato nelle borse mondiali è controllato da meno dell'1% degli azionisti mondiali. Un dato spaventoso, un livello di centralizzazione oltre le più distopiche aspettative".

Dal libro:

Libercomunismo, 2026, Emiliano Brancaccio, Feltrinelli



sabato 15 marzo 2025

Chi nega la centralità del diritto di autodeterminazione dei popoli afferma il diritto di sopraffazione dei popoli #Appunto

Chi nega la centralità del diritto di autodeterminazione dei popoli afferma, forse inconsapevolmente, il diritto di sopraffazione dei popoli, del popolo più debole da parte del più forte. Afferma, cioè le, ragioni dell'imperialismo e del colonialismo. Oggi più di ieri.

Viviamo in un'epoca che confonde l'anti-imperialismo col sostegno all'imperialismo russo #Appunto

 Viviamo in un'epoca che confonde l'anti-imperialismo col sostegno all'imperialismo russo, il socialismo col capitalismo di stato cinese, la libertà con la libertà di sfruttare il prossimo e accumulare patrimoni che sfamerebbero miliardi di persone, il merito con la capacità di ingannare, sfruttare, fottere e essere coglione come Elon Musk. Un'epoca in cui quelli che pensano di essere intelligenti vogliono spendere 800 milardi in armi. Le mie idee appaiono totalmente sconfitte, perennemente in ritardo o in anticipo, ma continuo sperare in un finale a sorpresa.

venerdì 31 gennaio 2025

52 libri. Piccolo viaggio fra alcune delle mie letture preferite.


1 AAVV Metallus/la bibbia dell'heavy metal. Il primo testamento pubblicato nel 2000  circaè a cura di Luca Signorelli, il secondo del 2010 è curato da Gianni Della Cioppa

2 Margaret ATWOOD - Il racconto dell'ancella /Una distopia sempre più attuale

3 Bertolt BRECHT - Poesie politiche/Lotta di classe in versi

 4 Gianfranco BOTTAZZI - La dimensione locale/per me un classico di quella sociologia economica fatta di concretezza 

5 Charles BUKOWSKI - Post Office/ Storie di quando zio Buk era postino

6 Daniel BENSAID - Chi sono questi trotskisti?/Scienza politica dei trotskismi

7 Massimo CARLOTTO - Le irregolari/Nell'Argentina degli anni più bui

8 Luisa CARRADA - Il mestiere di scrivere/Un classico dei classici per chi scrive per mestiere

9 Andrea DE CARLO - Due di due/Un libro che mi piacque molto, ma di cui ricordo poco

10 Philip K. DICK - La svastica sul sole/Gli Stati Uniti dominati dal nazismo...ci siamo quasi?

11 Gichin FUNAKOSHI - Karatedo, la mia vita/Vita del fondatore del karate moderno

12 Peppino FIORI - Vita di Antonio Gramsci/Vita di un rivoluzionario dal grande cervello

13 Nino FILASTO' - Storia delle merende infami/La storia del mostro di Firenze secondo un principe del foro

14 John FANTE - Chiedi alla polvere/Alle radici di un certo tipo di letteratura

15 - Luciano GALLINO - Globalizzazione e disuguaglianze/Un classico della sociologia economica che parla a tutti 

16 - Aldous HUXLEY - Il mondo nuovo/Una distopia a trazione tecno-psicologica

17 - IGORT - Quaderni giapponesi/Il Giappone raccontato e vissuto dal vate sardo del manga

18 - Laura IMAI MESSINA - Wa, la via giapponese dell'armonia/Un prezioso catalogo di concetti viventi

19 - Lemmy KILMISTER - La sottile linea bianca/La storia di Lemmy, la vita di un vero rocker

20 - Stephen KING - It/Il classico dei classici di King. Probabilmente il miglior romanzo scritto negli anni '80

21 - LENIN - Stato e rivoluzione/Il leninismo che ci serve oggi

22- Carlo LUCARELLI - Nuovi misteri italiani/Una rassegna di casi misteriosi e spesso mai risolti

23 - MARX/ENGELS - Il manifesto del partito comunista/Le radici scientifiche della rivoluzione

24 - Yukio MISHIMA - La voce delle onde/Mishima fra uomo e natura

25 - Livio MAITAN - Tempeste nell'economia mondiale/Un piccolo classico del marxismo rivoluzionario. Uno degli ultimi libri di uno dei massimi esponenti della IV Internazionale

26 - Giorgio MELETTI - Nel paese dei Moratti/Magistrale libro-inchiesta sulla Saras di Sarroch di uno dei migliori giornalisti economici italiani

27- Mario MORETTI - Brigate rosse/Scritto con Rossana Rossanda. Alla scoperta dell'album di famiglia

28 - Fosco MARAINI - Ore giapponesi/Per un europeo è senz'altro la migliore introduzione possibile al Giappone di ieri, di avantieri e di oggi. 

29 - Ernest MANDEL - Il significato della II guerra mondiale/Una classico del marxismo rivoluzionario. La storia scritta da un economista marxista

30 - Giacomo MATTEOTTI - Contro il fascismo/Gli interventi parlamentari che costarono la vita Giacomo Matteotti. Il socialismo era cosa seria e la lotta di classe era al centro del gorgo. 

31 - Antonio NEGRI Micheal HARDT - Impero/Un classico che ha fatto discutere per almeno un decennio

32 - George ORWELL - La fattoria degli animali/La più classica delle distopie. Una critica spietata allo stalinismo che Roger Waters ha saputo rileggere in chiave anticapitalista in Animals

33 - Luigi PINTOR- Punto e a capo/Una raccolta di magistrali editoriali del giornalista del manifesto. Una scuola di scrittura e di pensiero

34 - Pier Paolo PASOLINI - Scritti corsari/Raccolta di interventi giornalistici utile a comprendere il pensiero di Pasolini

35 - Igor PATRUNO /Luca DATO - Via Poma. Anatomia di un delitto/Libro inchiesta su un caso mai risolto e che continua a fare discutere  anche oggi, a 35 dall'assassinio di Simonetta Cesaroni

36 - Rossana ROSSANDA - La ragazza del secolo scorso/Autobiografia di una delle migliori menti e penne del marxismo italiano

37 - George SIMENON - I sotterranei del Majestic/Un caso classico per Maigret

38 - Ignazio SILONE - Storia di un povero cristiano

39 - Luca SIGNORELLI - L'estetica del metallaro/Piccolo saggio su ciò che siamo stati e in fondo siamo ancora

40 - Mario SPEZI - Douglas PRESTON - Dolci colline di sangue/ricostruzione romanzata e avvincente del caso del Mostro di Firenze

41 - Luca SOFRI - Notizie che non lo erano/Un manuale di giornalismo al tempo delle fake news

42 - Fiamma SATTA - Io e lei/Romanzo autobiografico che descrive la lotta di Fiamma Satta col la sclerosi.

43 - John STEINBECK - Uomini e topi/Romanzo asciutto e magistrale

44 - Tiziano TERZANI - In Asia/Lezioni di giornalismo in luoghi difficili

45 - Yamamoto TSUNETOMO - Hagakure/L'ideologia del samurai. Un libro che Tsunetomo avrebbe voluto destinare all'oblio.

46 - Lev TROTSKIJ - La rivoluzione tradita/Il mio libro preferito di Trotskij. Un'analisi spietata dei processi di burocratizzazione post rivoluzionari

47 - Roberto VACCA - Come imparare più cose e vivere meglio/Fare è la chiave della filosofia di Vacca

48 - Banana YOSHIMOTO - Tsugumi/Lettura cara nella giovinezza

49 - Alex ZANOTELLI - Korogocho/Un viaggio nell'Africa più tormentata, scritto da uno dei pochi cattolici che rispetto davvero. Per Zanotelli Dio non è onnipotente.

50 - VAMBA - Il giornalino di Gian Burrasca/Echi delle risate (silenziose) di me bambino

51 - Fiorenzo CATERINI - Colpi di scure e sensi di colpa/La Sardegna è una colonia e la storia del disboscamento ne è il miglior esempio

52 - Dino BUZZATI - Il deserto dei Tartari/Magistrale narrazione di una lunga attesa



giovedì 11 luglio 2024

Livio Maitan – La strada percorsa, 2002, Massari editore

 



“La strada percorsa” è la autobiografia politica di Livio Maitan. Pubblicato nel 2002, due anni prima della morte, il libro ripercorre in 722 pagine le tappe principali del percorso del rivoluzionario italiano: dal risveglio delle giovani generazioni dopo la caduta di Mussolini, il 25 luglio 1943, fino al dopo Genova 2001 nel pieno della stagione dei nuovi movimenti sociali del XXI secolo.  Una vita spesa dedicata alla difesa del marxismo rivoluzionario e alla costruzione della IV Internazionale, nel mondo e in Italia. Chiaramente, in una autobiografia come quella di Maitan, il bilancio di una vita va di pari passo col bilancio politico della stessa.


[…] il mio bilancio autobiografico – scrive Maitan nelle riflessioni conclusive – non può andare disgiunto dal bilancio della corrente politica e culturale, nazionale e internazionale, cui ho aderito nel 1947, partecipandovi attivamente e senza interruzioni sino a oggi. A sua volta questa corrente, per quanto sorta in contrapposizione alle correnti dominanti, non può fare astrazione da un bilancio di un secolo del movimento operaio nel suo complesso”. (pagina 680)


In Maitan rimane fino all’ultima stagione della vita l’idea che un’altra storia, con altre scelte politiche e percorsi alternativi, sarebbe stata possibile. 


[…]. Resto convinto che le scelte fatte dalle forze egemoniche del movimento operaio non fossero ineluttabili e che scelte diverse, con diversi risultati, sarebbero state perfettamente possibili. Ribadisco l’idea secondo cui i progetti strategici via via avanzati da diversi partiti e da diversi dirigenti – la politica di unione nazionale proiettata a tempo indeterminato anche dopo la fine della guerra e la caduta del fascismo, il centrosinistra nella visione di Nenni e del suo partito e il compromesso storico – erano irrealistici perché basati su un’interpretazione insussistente delle dinamiche possibili, come l’esperienza avrebbe ampiamente dimostrato”. (pagina 683)

Livio Maitan – Destino di Trockij, Rizzoli, 1981

 



 “Destino di Trockij” è un saggio che Maitan mette insieme nel 1980, a 40 anni dalla morte e a 100 anni dalla nascita del grande rivoluzionario russo.  Questo lavoro, pubblicato da Rizzoli nel febbraio 1981, raccoglie una serie di interventi pubblicati dal 1977 al 1980, in una Italia in cui, scrive l’autore, “in sede tanto di riflessione storica quanto di dibattito politico è stata riservata a Trockij un ‘attenzione molto minore di quella di cui sono stati oggetto esponenti del movimento operaio e studiosi di valore intrinseco di valore non certamente superiore”. Il destino di Trockij è la strada di chi ha scelto di continuare a percorrere la strada, in salita, del marxismo rivoluzionario e internazionalista.  Il saggio in questione compie un’analisi ad ampio spettro con lo sguardo rivolto agli anni Ottanta appena cominciati. Gli scritti del rivoluzionario russo sono lo strumento che Maitan utilizza per riflettere su alcuni dei processi storici più significativi e discussi in quegli anni: dalla Polonia del 1980 alla rivoluzione culturale cinese, dalla guerra fra i paesi socialisti all’eurocomunismo. Al centro dell’analisi di Maitan è, in particolare, la questione della burocrazia nelle società del blocco dell’est.


Citazione dalla parte prima:


“[…] l’opera di Trockij risulta scomoda perché fa piazza pulita delle penose giustificazioni apologetiche, secondo cui di quanto accadeva nell’URSS e dei crimini di Stalin per lungo tempo non si era potuto sapere nulla […].  La ragione principale del fenomeno indicato risiede, tuttavia, nel fatto che l’opera di Trockij ha avuto e continua ad avere implicazioni notevoli per i problemi cruciali che si pongono attualmente alle società di transizione e al movimento operaio mondiale. Proprio questa attualità è l’origine dei silenzi imbarazzati e delle persistenti elusioni, oltre che delle stroncature sommarie, operate magari con il comodo sistema delle disinvolte etichettature, senza nessuno sforzo di argomentazione. D’altro canto, proprio per la sistematicità, la profondità e la chiarezza estrema l’opera trockiana non si presta a interpretazioni fantasiose e ad adattamenti ad esigenze politiche mutevoli”.


Livio Maitan, Il Dilemma cinese, Datanews, 1994

 



“Il dilemma cinese” ripercorre la storia della Cina dal 1919 ai primi anni ’90: la particolarità della rivoluzione e i rapporti con lo stalinismo, la prima fase postrivoluzionaria, la “grande rivoluzione culturale proletaria”, l’interludio che precede la morte di Mao, il nuovo corso di Deng Xiao Ping, l’esplosione della primavera 1989, il rilancio e la generalizzazione del nuovo corso (1991-1993).  In una fase di grandi cambiamenti per la Repubblica Popolare, Maitan propone una chiave di lettura della situazione cinese alternativa alle due interpretazioni prevalenti. 


“La prima – spiega l’autore nell’introduzione al volume – è consistita nel mettere l’accento sulle peculiarità, storiche e contemporanee, del paese, mentre la seconda ha teso a inserire il ‘caso ‘ cinese nella più generale tipologia delle società di transizione burocratizzate. Per parte nostra, riteniamo che, se si vuole afferrare il bandolo della matassa, è necessario combinare gli elementi più validi delle due interpretazioni, cogliendo tutti gli incontestabili elementi di specificità, ma al tempo stesso non perdendo di vista elementi di fondo comuni che hanno caratterizzato l’esperienza delle società postcapitalistiche, in Europa e in Asia, come, per certi aspetti, nella stessa Cuba”.


La prima parte del saggio, sottolinea Maitan, riprende “Partito, esercito e masse nella crisi cinese” (Samonà e Savelli, 1969) dello stesso autore. Chiudono il libro delle utilissime appendici che affrontano, fra gli altri aspetti, la “figura contradditoria” di Mao Zedong, il conflitto armato fra Cina e Vietnam e un glossario con i principali protagonisti della storia cinese del Novecento.

 

mercoledì 6 marzo 2024

Giacomo Matteotti: il capitalismo colpito nella borsa diventa una bestia feroce


"Quando la libertà economica giovava alla classe borghese perché il proletariato non era organizzato, allora si esaltava la libertà, e si diceva che era la panacea di tutti i mali: oggi che il proletariato, per mezzo della libertà e delle proprie forme di organizzazione, intacca i profitti capitalistici, la libertà viene negata e viene proclamata la violenza contro di essa. [...] il fascismo nasce e si sviluppa dove
il capitalismo viene intaccato. Il capitalismo aggredito nella borsa diventa una bestia feroce!".

Giacomo Matteotti, discorso alla Camera dei Deputati, 31 gennaio 1921

venerdì 31 marzo 2023

Tempeste nell’economia mondiale di Livio Maitan

 

In occasione dei cento anni dalla nascita di Livio Maitan, pubblico questa breve scheda pubblicata un tempo su un altro sito (e poi rimossa). 

“Tempeste nell’economia mondiale” è un libro pubblicato da Livio Maitan all’inizio del 1998 nel momento più acuto della crisi delle Tigri Asiatiche, le economie emergenti dell’estremo oriente: Tailandia, Malaysia, Indonesia, Corea del Sud e Filippine.  Nel libro, Maitan ripercorre lo sviluppo dell’economia mondiale dal boom degli anni Cinquanta all’internazionalizzazione economica, con analisi approfondite dedicate all’Unione Europea, agli Stati Uniti e alle tendenze in Asia. L’autore ricostruisce le tendenze mondiali di fondo alla concentrazione e alla centralizzazione del capitale, con il rigore analitico proprio del marxismo rivoluzionario per arrivare, infine, a tracciare alcune riflessioni per una alternativa anticapitalistica.


Di particolare interesse sono i capitoli dedicati alle cause della cosiddetta finanziarizzazione dell’economia, all’analisi marxiana delle innovazioni tecnologiche e al carattere ciclico dell’economia capitalistica, fra crisi congiunturali, onde lunghe e ristagno prolungato.
Il libro include, inoltre, utili appendici con citazioni di passaggi chiave di Lenin, Gramsci, Mandel, Marx e Trotskij.

 Dall’introduzione:

“Dissentiamo da quanti sfumano il carattere intrinsecamente ciclico dell’economia capitalista e non vedono nelle vicende cicliche, di breve o di lunga durata, la chiave di interpretazione della dinamica complessiva anche degli ultimi decenni”.  “…è difficile negare che l’individuazione della tendenza alla concentrazione del capitale sia un asse centrale dell’interpretazione marxiana come lo è la definizione del carattere ciclico dell’economia”.

“Le classi dominanti, mentre si servono di mezzi di comunicazione dozzinali e crudamente mistificatori a uso del popolo sovrano, si dotano di strumenti ben più sofisticati per la propria formazione e per l’educazione dei propri quadri. L’èlite dei lettori, che accede ai fogli economici specializzati, ha bisogno di sapere come vadano realmente le cose e cosa si possa ragionevolmente prevedere non per civetteria intellettuale ma per regolarsi negli affari: non tollererebbe di essere trattata come oggetto di propaganda. E se un’analisi viene condotta con rigore, staremmo per dire materialistico, può approdare a conclusioni analoghe a quelle di chi parta da un punto di vista diametralmente opposto e tragga opposte conclusioni dal punto di vista socio-politico”. (Livio Maitan, Tempeste nell’economia mondiale, 1998, introduzione)

mercoledì 16 febbraio 2022

81,5 miliardi di Bezos

 Nei primi 21 mesi della pandemia il "surplus personale" di Jeff Bezos, il fondatore della Amazon, è stato di 81,5 miliardi di dollari, equivalenti "al costo completo della vaccinazione (due dosi e booster) per l'intera popolazione mondiale con il prezzo fissato al costo di produzione del vaccino a mRna di Pfizer e stimato dai ricercatori dell'Imperial college di Londra". Elaborazioni Oxfam citate nell'editoriale del numero 1444 di Internazionale.

domenica 12 settembre 2021

Engels: "Che cosa pensano gli operai inglesi della politica coloniale? Lo stesso dei borghesi".

 "Mi chiedete cosa pensano gli operai inglesi della politica coloniale. Ebbene, esattamente quello che pensano della politica in genere:lo stesso dei borghesi. Vedete, qui non c'è partito operaio, ci sono soltanto conservatori e liberal-radicali, perché gli operai partecipano allegramente al festino del monopolio inglese sul mercato mondiale e delle colonie". Tratto da una lettera di Engels a del Kautsky del 1882, citata da Marco Santopadre nell'introduzione a MARX ENGELS - SULL' IRLANDA.

mercoledì 17 febbraio 2021

Covid, vaccini e obsolescenza del capitalismo

 Nulla rende più chiara l'obsolescenza del capitalismo che la questione dei vaccini. Un pugno di multinazionali detiene il diritto di proprietà intellettuale su quelle "sostanze" che possono salvare milioni di vite dal Covid. La produzione e la distribuzione (al miglior offerente) vanno a rilento e sono soggette alle regole di mercato. E' un meccanismo insensato, un freno al progresso, che trova la sua unica razionalità nel profitto.

Se l'economia fosse governata da meccanismi socialisti, le scoperte scientifiche sarebbero patrimonio comune, gli impianti di produzione e i canali di distribuzione sarebbero gestiti secondo una razionalità diversa: quella che punta al bene e al progresso della maggioranza dell'umanità (e non di quelle migliaia di vampiri pidocchiosi che si arricchiscono alle spalle del mondo).

mercoledì 20 gennaio 2021

100 anni dopo. Necessità del comunismo

 Multinazionali brevettano la conoscenza e limitano la distribuzione dei vaccini da cui dipende la salvezza dell'umanità.

2.153 miliardari detengono più ricchezza di 4,6 miliardi di persone, il 60% degli esseri umani.

A 100 anni dalla fondazione del pcdi la realtà sembra volerci ricordare ogni giorno la necessità del comunismo.

mercoledì 23 dicembre 2020

Classi dominanti e mezzi di comunicazione: dozzinali per il popolo, sofisticati per la propria formazione

 “Le classi dominanti, mentre si servono di mezzi di comunicazione dozzinali e crudamente mistificatori a uso del popolo sovrano, si dotano di strumenti ben più sofisticati per la propria formazione e per l’educazione dei propri quadri. L’èlite dei lettori, che accede ai fogli economici specializzati, ha bisogno di sapere come vadano realmente le cose e cosa si possa ragionevolmente prevedere non per civetteria intellettuale ma per regolarsi negli affari: non tollererebbe di essere trattata come oggetto di propaganda. E se un’analisi viene condotta con rigore, staremmo per dire materialistico, può approdare a conclusioni analoghe a quelle di chi parta da un punto di vista diametralmente opposto e tragga opposte conclusioni dal punto di vista socio-politico”. (Livio Maitan, Tempeste nell'economia mondiale, Introduzione)

giovedì 22 ottobre 2020

Il posto del marxismo nella storia (incluse Svezia e Norvegia)

 "Allorché la borghesia svedese volle vietare con l'intervento militare il movimento per l'indipendenza della Norvegia, nel 1906, il congresso del partito socialdemocratico svedese decise di opporsi alla guerra con ogni mezzo, incluso lo sciopero generale, e organizzò una grandiosa manifestazione di massa a Stoccolma che fece arretrare il governo". 

(Ernest Mandel, Il posto del marxismo nella storia, pagina 142, quaderni del centro studi Livio Maitan)


martedì 28 luglio 2020

Vite belle. Trotskij e Bukowski

"Posso vedere la lucida striscia verde dell’erba ai piedi del muro, e il limpido cielo azzurro al di sopra del muro, e sole dappertutto.La vita è bella. Possano le generazioni future liberarla da ogni male, oppressione e violenza, e goderla in tutto il suo splendore". (Lev Trotskij,1940)

"Sto guardando dalla finestra una collina tagliata in due e ho sette lattine di birra nella ghiacciaia. La vita è bella". (Charles Bukowski, 1964) 

mercoledì 11 dicembre 2019

Su carpe, sardine e assemblea delle sinistre di opposizione. Appunti del 6 dicembre 2019

Di recente abbiamo assistito all'apparire sulla scena movimenti inediti che hanno visto mobilitarsi le nuove generazioni come non accadeva da tempo. Qualche settimana fa (un mese?) sono cominciate le mobilitazioni del movimento delle sardine. Si tratta di un movimento antisalviniano su cui il Pd cerca senza dubbio di esercitare l'egemonia, ma all'interno di que...sto movimento i piddini sono di certo in minoranza. Il Pd come tale non sarebbe in grado di organizzare nulla del genere e per questo deve nascondere le proprie bandiere e chiedere agli altri di metterle in un cassetto. Fa comunque bene Sinistra Anticapitalista a scegliere di mobilitarsi all'interno di questo movimento con una posizione critica. Non possiamo lasciare i giovani antisalviniani al Pd: il Pd che non ha cancellato i decreti sicurezza, che è padre delle politiche razzistiche (Do You Remember Minniti?), delle politiche di guerra, che non ha ripristinato l'articolo 18 cancellato da quel babbeo di Renzi (ex segretario Pd). Occorre battere Salvini, ma per battere Salvini nei fatti occorre contrastare, senza fare sconti o ipocriti condoni, il governo Pd-M5s. Dobbiamo stare dentro al movimento delle sardine perché assuma posizioni politiche logiche e coerenti e non dettate da esclusive ragioni estetiche. Non dobbiamo stancarci di ascoltare, di parlare e di confrontarci. Alcune parole che ho letto oggi su un articolo di Costantino Cossu sulla prossima manifestazione delle sardine a Cagliari, articolo pubblicato dal Manifesto, mi lasciano un minimo di speranza.
Ma non ci sono solo le sardine. Ci sono le sinistre di opposizione che domani si ritrovano a Roma in una manifestazione unitaria. Si prova a ripartire da contenuti anticapitalisti e internazionalisti, di percorrere un sentiero comune di mobilitazioni. Le adesioni sono tante...proviamoci ancora!
Allo stesso modo la Sardegna ha disperato bisogno che le forze disperse sul territorio, quelle che lottano contro l'occupazione militare, contro il colonialismo, per la liberazione sociale e nazionale dell'isola, trovino una tela comune in cui tracciare nuovi sentieri di resistenza e lotta, progetti, programmi, prospettive. Con questo obiettivo è convocata per il 21 dicembre a Cagliari l'assemblea plenaria di Caminera Noa. Ainnantis!
p.s. io preferisco comunque pensarmi come una carpa che nuota controcorrente

mercoledì 30 ottobre 2019

Biblioteca Maitan: il 9 novembre si parla di autodeterminazione del popolo sardo. Presentazione di "Falce e Pugnale"

Un vero internazionalismo non può prescindere dalla conoscenza e dal riconoscimento dell’oppressione coloniale delle nazioni senza stato nei paesi a capitalismo avanzato e, nel nostro contesto, della questione sarda nello stato italiano. È questo il presupposto del dibattito-presentazione del libro “Falce e pugnale. Per un socialismo di liberazione nazionale” di Omar Onnis e Cristiano Sabino in programma nella biblioteca Livio Maitan sabato 9 novembre alle 10.30.
L’appuntamento vedrà la partecipazione dell’autore Sabino, di Michele Azzeri, per la Biblioteca Livio Maitan, autore di “Rivoluzione e Internazionalismo. Trotsky e i trotskismi tra ortodossia marxista e prefigurazione del futuro” e di Emiliano Raponi (Sinistra anticapitalista), esperto della questione basca.


Il volume (Catartica Edizioni, 2019) presenta in versione integrale alcuni documenti storici riconducibili alle tesi della sinistra indipendentista:
• La Carta di Brest (3 febbraio 1974): risultato di una convergenza internazionale fra diverse organizzazioni indipendentiste europee (Irlanda, Galles, Galizia, Paesi Baschi, Catalogna) e in particolare del Moimentu de su Populu sardu per la Sardegna.
• La Carta di Algeri (4 luglio 1976): documento stilato da un gruppo di militanti internazionalisti, fra i quali il socialista luxemburghiano Lelio Basso, in occasione del duecentesimo anniversario della Rivoluzione Americana.
• Le tesi congressuali (7 aprile 2013) dell’organizzazione della sinistra indipendentista sarda A Manca pro s’Indipendentzia, sciolta nel 2015.
I documenti sono accompagnati dall’introduzione di Omar Onnis, saggista e blogger, che ripercorre le principali tappe della storia dell’indipendentismo sardo, e dal saggio “Per un sardismo popolare” di Sabino, fra i fondatori di a Manca e insegnante di storia e filosofia a Sassari, dedicato in particolare all’analisi della interconnessione fra liberazione sociale e liberazione nazionale nella pratica politica anticolonialista e alla valutazione dei pregi (e dei limiti) delle tesi della fu aMpI.

Dove? La Biblioteca  ha sede a Roma, in via Elisabetta Canori Mora, 13 – 00169

mercoledì 21 agosto 2019

La grande rapina (del capitale)


C'è un dato nell'intervento di Franco Turigliatto alla festa di sinistra anticapitalista del 13 luglio, a Roma, che mi ha colpito più di altri.
Nel 2019, nello stato italiano, sono stati distribuiti 23 miliardi di dividenti, una cifra in crescita di due miliardi rispetto all'anno precedente.
Cresce la povertà, aumentano i morti sul lavoro, ma la grande espropriazione di plusvalore dei ricchi nei confronti della classe lavoratrice prosegue e cresce, anno dopo anno.
Creano false emergenze, come l'immigrazione, e falsi nemici, gli immigrati.
Propongono sacrifici da applicare ai soliti poveri cristi, ma occultano la grande rapina: quella del capitale nei confronti del lavoro.