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sabato 5 luglio 2025

Appunti sul riarmo

 Dobbiamo avere ben chiaro che la scelta di riarmo europeo non è solo sbagliata in sé, non solo è portatrice di future sciagure (e nessuno, fateci attenzione, fa un confronto effettivo fra le spese militari ue e quelle russe già in campo oggi): è una scelta che comporterà una ulteriore riduzione delle spese sanitarie. E ciò avrà conseguenze disastrose sulle nostre vite, le vite della classe lavoratrice. Negli scorsi 10 anni, almeno, abbiamo assistito alla chusura di numerosi punti nascita, all'allungamento insostenibile dei tempi di attesa anche per semplici visite di controllo. Intere porzioni di territorio sono prive persino del medico di famiglia. Con l'aumento delle spese militari al 5%  del pil assisteremo alla sostanziale privatizzazione della sanità. E per noi comuni mortali saranno lacrime ancora più amare.

La sconfitta del progetto di riarmo, la lotta contro il capitale militare-industriale, deve essere la priorità assoluta

sabato 11 marzo 2023

20 anni dal 15 febbraio 2003. Microbilancio delle conseguenze di una sconfitta storica



Il 15 febbraio 2003 il movimento dei movimenti scese in piazza per dire no "senza se e senza ma" alla guerra di Il 15 febbraio 2003 il movimento dei movimenti scese in piazza per dire no "senza se e senza ma" alla guerra di Bush. In migliaia di piazze del mondo 110 milioni di donne e uomini dissero insieme NO ALLA GUERRA (e non perché pensassero che Saddam Hussein fosse una brava persona). 
Anche a Cagliari fummo almeno 30mila. Feci a tempo a citare l'evento nella mia tesi di laurea in sociologia politica nella facoltà di scienze politiche a Cagliari su "movimenti sociali e globalizzazione".
Fu una sconfitta storica. E anche a causa di quella sconfitta oggi viviamo in un mondo così di merda.