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domenica 8 settembre 2024

Cozy Powell - Over The Top





Gary Moore, Don Airey, Jack Bruce, David Clempson, Max Middleton. E' questo il calibro degli amici musicisti e compagni di bevute che Cozy Powell è in grado di riunire attorno alla sua batteria, con Martin Birch dietro il mixer, per incidere "Over the top", roccioso album solista fra prog e hard, fra blues e fusion, al termine di un decennio di scorribande nel mondo del rock. 




"Over The Top", lavoro totalmente strumentale e dalle atmosfere estremamente variegate, è il capolavoro solistico del batterista che sapeva unire la potenza di "Bonzo" Bonham alla scioltezza di Ian Paice. Un martellatore, Cozy Powell, considerato da molti il miglior drummer della scuola hard rock classica. 

Fra le gemme  di "Over the top" spiccano tracce come "Heidi Comes To Town" (Airey/Powell) e la classicissima "The Loner", scritta e suonata per l'occasione dal tastierista Max Middleton sul suo Fender Rhodes, riproposta da Gary Moore negli anni Ottanta su "Wild Frontier" e infine "saccheggiata" da Ritchie Blackmore in "Carry on Jon", tributo strumentale a Jon Lord.
Da recuperare, da avere, da ascoltare e riascoltare.

nota: Recensione del 2016 mai pubblicata e, per usare un termine di moda, recuperata nel 2024 e rivista in parte il 12 maggio 2025.

venerdì 15 marzo 2019

Dream Theater: Distance Over Time e il capolavoro che non arriva

Ogni nuova uscita della band di John Petrucci e John Myung è destinata a spaccare il pubblico e la critica.  ‘Distance Over Time’ non fa eccezione. Ci troviamo di fronte a un’opera che è il risulato di 4 mesi di ‘clausura’ nello studio di Yonderbarn a Monticello (New York): 12 ore di lavoro quotidiano sotto il controllo di Petrucci, affrontate col conforto di alcool e bistecche. Questa volta lo stakanovismo del Teatro del Sogno ha prodotto un album molto più diretto (per quanto possa esserlo un disco dei nostri) ed heavy della precedente opera rock ‘The Astonishing’. Da un lato, si tratta di un long playing con cui i cinque supereroi del prog metal sono di certo in grado di conquistare, ancora una volta, il cuore e il cervello dell’ampia base dei fan con i loro superpoteri: per esempio con le architetture intricate e ardite della gemma progressive metal ‘Untethered Angel’ o con l’impatto settantiano dell’hard rock della bonus track ‘Viper King’, fra Purple e Zeppelin. Dall’altro lato, però, ci troviamo spesso di fronte a pezzi più che decorosi, a volte brillanti, ma privi della genialità compositiva e della profonda ispirazione di capolavori come ‘Scenes From A Memory’, pubblicato esattamente 20 anni fa. ‘Distance Over Time’ sarà certamente un album di successo, ma il miracolo si fa attendere.