Visualizzazione post con etichetta Libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Libri. Mostra tutti i post

domenica 10 maggio 2026

Partito Comunista di Sardegna - Storia di un sogno interrotto di Paolo Pisu

 È stato scritto innumerevoli volte: la storia non si fa con i se. Ma riaprire alcune pagine poco note del passato, consente comunque di immaginare sviluppi alternativi delle vicende storiche ed elaborare nuove scelte per il futuro. In questo libro, Paolo Pisu racconta le vicende del Partito Comunista di Sardegna, una realtà politica poco conosciuta anche nella stessa Isola. Un soggetto politico che, se non fosse stato sciolto nel luglio del 1944, a causa sostanzialmente degli interventi “a gamba tesa” del Pci e della fragilità del gruppo dirigente, avrebbe potuto contribuire a tracciare una storia diversa per il movimento dei lavoratori della Sardegna per l’emancipazione della nazione sarda.



Il Partito Comunista di Sardegna, fondato nel dicembre del 1943, elaborò indirizzi programmatici del tutto avversi al centralismo che caratterizzava il partito italiano nella fase precedente la svolta di Salerno. Lo statuto del Pcs immaginava la Sardegna fare parte costituente, come repubblica autonoma e sovrana, di una repubblica socialista federativa più ampia e non definita nei particolari. Il Partito Comunista di Sardegna, schierato a fondo nella lotta per liberazione dal nazifascismo, non sarebbe stato in alcun modo subordinato alle decisioni prese dal Pci. Si trattava di un movimento politico radicato nel Nord della Sardegna, con una presenza politicamente significativa nella città di Sassari e una sezione come quella di Bonorva che contava oltre 100 tesserati. Pisu indica in Antonio Cassitta, già fondatore del Pcd’I con Gramsci e Bordiga, la figura più prestigiosa del Pcs. Iscritto al Partito fu anche Nanni Dore, poi rappresentante della IV Internazionale in Sardegna.  La ricostruzione puntuale di Pisu è accompagnata da una serie di interviste ai protagonisti e da documenti storici, come il programma e lo statuto del Pcs.


Recensione tratta dal sito Rosa Rossa

sabato 28 febbraio 2026

Capitalismo: "Un livello di centralizzazione oltre le più distopiche aspettative"

 "... al giorno d'oggi, oltre l'80 per cento del capitale azionario quotato nelle borse mondiali è controllato da meno dell'1% degli azionisti mondiali. Un dato spaventoso, un livello di centralizzazione oltre le più distopiche aspettative".

Dal libro:

Libercomunismo, 2026, Emiliano Brancaccio, Feltrinelli



domenica 30 novembre 2025

Pasolini, i (vigliacchi) fascisti e l'inseguimento a San Lorenzo

 


"In tutta la mia vita non ho mai esercitato un atto di violenza né fisica né morale [...]. C'è una sola eccezione e voglio ricordarla. Si tratta di una decina d'anni fa. Ero stato invitato a un dibattito alla 'Casa dello studente'a Roma. Per strada - verso sera - un gruppo di fascisti mi ha aggredito. Mi hanno gettato addosso un barattolo di biacca e hanno cominciato a menare le mani e a insultare. C'erano con me dei giovani compagni: ed è stata soprattutto la violenza usata contro di loro che mi ha esasperato. Abbiamo risposto con altrettanta violenza, ed essi hanno battuto in ritirata. Io ho cominciato a inseguire il più scalmanato. La nostra corsa è durata per più di un chilometro attraverso il quartiere di San Lorenzo. Quando stavo per raggiungerlo, egli è salito su un tram, dove, malgrado i calci che egli mi sferrava dal predellino, son riuscito a salire anch'io. Allora egli è tornato a fuggire ed è saltato dal tram in corsa dall'uscita anteriore. Cosa che ho fatto anche io. È ripresa la corsa forsennata attraverso San Lorenzo, finché egli è scomparso dentro un garage, dove non l'ho più trovato, visto che si era dileguato, a quanto pare, per una porticina del retro. A quel punto però probabilmente, anche se lo avessi acciuffato, non avrei fatto più niente. La rabbia cieca mi era passata.Ed è stata la prima e unica volta che, a tale rabbia cieca, avevo ceduto". [...]

Pier Paolo Pasolini 

Fonte: Scritti corsari - Frammento

Io non condivido del tutto il pensiero di Pasolini, non condivido il suo modo di concepire il progresso, ma mi fa schifo il modo con cui i fascisti stanno cercando di divorarne il cadavere. Lui, per il fascismo e per i fascisti, provava il più profondo ribrezzo.

venerdì 31 gennaio 2025

52 libri. Piccolo viaggio fra alcune delle mie letture preferite.


1 AAVV Metallus/la bibbia dell'heavy metal. Il primo testamento pubblicato nel 2000  circaè a cura di Luca Signorelli, il secondo del 2010 è curato da Gianni Della Cioppa

2 Margaret ATWOOD - Il racconto dell'ancella /Una distopia sempre più attuale

3 Bertolt BRECHT - Poesie politiche/Lotta di classe in versi

 4 Gianfranco BOTTAZZI - La dimensione locale/per me un classico di quella sociologia economica fatta di concretezza 

5 Charles BUKOWSKI - Post Office/ Storie di quando zio Buk era postino

6 Daniel BENSAID - Chi sono questi trotskisti?/Scienza politica dei trotskismi

7 Massimo CARLOTTO - Le irregolari/Nell'Argentina degli anni più bui

8 Luisa CARRADA - Il mestiere di scrivere/Un classico dei classici per chi scrive per mestiere

9 Andrea DE CARLO - Due di due/Un libro che mi piacque molto, ma di cui ricordo poco

10 Philip K. DICK - La svastica sul sole/Gli Stati Uniti dominati dal nazismo...ci siamo quasi?

11 Gichin FUNAKOSHI - Karatedo, la mia vita/Vita del fondatore del karate moderno

12 Peppino FIORI - Vita di Antonio Gramsci/Vita di un rivoluzionario dal grande cervello

13 Nino FILASTO' - Storia delle merende infami/La storia del mostro di Firenze secondo un principe del foro

14 John FANTE - Chiedi alla polvere/Alle radici di un certo tipo di letteratura

15 - Luciano GALLINO - Globalizzazione e disuguaglianze/Un classico della sociologia economica che parla a tutti 

16 - Aldous HUXLEY - Il mondo nuovo/Una distopia a trazione tecno-psicologica

17 - IGORT - Quaderni giapponesi/Il Giappone raccontato e vissuto dal vate sardo del manga

18 - Laura IMAI MESSINA - Wa, la via giapponese dell'armonia/Un prezioso catalogo di concetti viventi

19 - Lemmy KILMISTER - La sottile linea bianca/La storia di Lemmy, la vita di un vero rocker

20 - Stephen KING - It/Il classico dei classici di King. Probabilmente il miglior romanzo scritto negli anni '80

21 - LENIN - Stato e rivoluzione/Il leninismo che ci serve oggi

22- Carlo LUCARELLI - Nuovi misteri italiani/Una rassegna di casi misteriosi e spesso mai risolti

23 - MARX/ENGELS - Il manifesto del partito comunista/Le radici scientifiche della rivoluzione

24 - Yukio MISHIMA - La voce delle onde/Mishima fra uomo e natura

25 - Livio MAITAN - Tempeste nell'economia mondiale/Un piccolo classico del marxismo rivoluzionario. Uno degli ultimi libri di uno dei massimi esponenti della IV Internazionale

26 - Giorgio MELETTI - Nel paese dei Moratti/Magistrale libro-inchiesta sulla Saras di Sarroch di uno dei migliori giornalisti economici italiani

27- Mario MORETTI - Brigate rosse/Scritto con Rossana Rossanda. Alla scoperta dell'album di famiglia

28 - Fosco MARAINI - Ore giapponesi/Per un europeo è senz'altro la migliore introduzione possibile al Giappone di ieri, di avantieri e di oggi. 

29 - Ernest MANDEL - Il significato della II guerra mondiale/Una classico del marxismo rivoluzionario. La storia scritta da un economista marxista

30 - Giacomo MATTEOTTI - Contro il fascismo/Gli interventi parlamentari che costarono la vita Giacomo Matteotti. Il socialismo era cosa seria e la lotta di classe era al centro del gorgo. 

31 - Antonio NEGRI Micheal HARDT - Impero/Un classico che ha fatto discutere per almeno un decennio

32 - George ORWELL - La fattoria degli animali/La più classica delle distopie. Una critica spietata allo stalinismo che Roger Waters ha saputo rileggere in chiave anticapitalista in Animals

33 - Luigi PINTOR- Punto e a capo/Una raccolta di magistrali editoriali del giornalista del manifesto. Una scuola di scrittura e di pensiero

34 - Pier Paolo PASOLINI - Scritti corsari/Raccolta di interventi giornalistici utile a comprendere il pensiero di Pasolini

35 - Igor PATRUNO /Luca DATO - Via Poma. Anatomia di un delitto/Libro inchiesta su un caso mai risolto e che continua a fare discutere  anche oggi, a 35 dall'assassinio di Simonetta Cesaroni

36 - Rossana ROSSANDA - La ragazza del secolo scorso/Autobiografia di una delle migliori menti e penne del marxismo italiano

37 - George SIMENON - I sotterranei del Majestic/Un caso classico per Maigret

38 - Ignazio SILONE - Storia di un povero cristiano

39 - Luca SIGNORELLI - L'estetica del metallaro/Piccolo saggio su ciò che siamo stati e in fondo siamo ancora

40 - Mario SPEZI - Douglas PRESTON - Dolci colline di sangue/ricostruzione romanzata e avvincente del caso del Mostro di Firenze

41 - Luca SOFRI - Notizie che non lo erano/Un manuale di giornalismo al tempo delle fake news

42 - Fiamma SATTA - Io e lei/Romanzo autobiografico che descrive la lotta di Fiamma Satta col la sclerosi.

43 - John STEINBECK - Uomini e topi/Romanzo asciutto e magistrale

44 - Tiziano TERZANI - In Asia/Lezioni di giornalismo in luoghi difficili

45 - Yamamoto TSUNETOMO - Hagakure/L'ideologia del samurai. Un libro che Tsunetomo avrebbe voluto destinare all'oblio.

46 - Lev TROTSKIJ - La rivoluzione tradita/Il mio libro preferito di Trotskij. Un'analisi spietata dei processi di burocratizzazione post rivoluzionari

47 - Roberto VACCA - Come imparare più cose e vivere meglio/Fare è la chiave della filosofia di Vacca

48 - Banana YOSHIMOTO - Tsugumi/Lettura cara nella giovinezza

49 - Alex ZANOTELLI - Korogocho/Un viaggio nell'Africa più tormentata, scritto da uno dei pochi cattolici che rispetto davvero. Per Zanotelli Dio non è onnipotente.

50 - VAMBA - Il giornalino di Gian Burrasca/Echi delle risate (silenziose) di me bambino

51 - Fiorenzo CATERINI - Colpi di scure e sensi di colpa/La Sardegna è una colonia e la storia del disboscamento ne è il miglior esempio

52 - Dino BUZZATI - Il deserto dei Tartari/Magistrale narrazione di una lunga attesa



giovedì 11 luglio 2024

Livio Maitan – La strada percorsa, 2002, Massari editore

 



“La strada percorsa” è la autobiografia politica di Livio Maitan. Pubblicato nel 2002, due anni prima della morte, il libro ripercorre in 722 pagine le tappe principali del percorso del rivoluzionario italiano: dal risveglio delle giovani generazioni dopo la caduta di Mussolini, il 25 luglio 1943, fino al dopo Genova 2001 nel pieno della stagione dei nuovi movimenti sociali del XXI secolo.  Una vita spesa dedicata alla difesa del marxismo rivoluzionario e alla costruzione della IV Internazionale, nel mondo e in Italia. Chiaramente, in una autobiografia come quella di Maitan, il bilancio di una vita va di pari passo col bilancio politico della stessa.


[…] il mio bilancio autobiografico – scrive Maitan nelle riflessioni conclusive – non può andare disgiunto dal bilancio della corrente politica e culturale, nazionale e internazionale, cui ho aderito nel 1947, partecipandovi attivamente e senza interruzioni sino a oggi. A sua volta questa corrente, per quanto sorta in contrapposizione alle correnti dominanti, non può fare astrazione da un bilancio di un secolo del movimento operaio nel suo complesso”. (pagina 680)


In Maitan rimane fino all’ultima stagione della vita l’idea che un’altra storia, con altre scelte politiche e percorsi alternativi, sarebbe stata possibile. 


[…]. Resto convinto che le scelte fatte dalle forze egemoniche del movimento operaio non fossero ineluttabili e che scelte diverse, con diversi risultati, sarebbero state perfettamente possibili. Ribadisco l’idea secondo cui i progetti strategici via via avanzati da diversi partiti e da diversi dirigenti – la politica di unione nazionale proiettata a tempo indeterminato anche dopo la fine della guerra e la caduta del fascismo, il centrosinistra nella visione di Nenni e del suo partito e il compromesso storico – erano irrealistici perché basati su un’interpretazione insussistente delle dinamiche possibili, come l’esperienza avrebbe ampiamente dimostrato”. (pagina 683)

Livio Maitan – Destino di Trockij, Rizzoli, 1981

 



 “Destino di Trockij” è un saggio che Maitan mette insieme nel 1980, a 40 anni dalla morte e a 100 anni dalla nascita del grande rivoluzionario russo.  Questo lavoro, pubblicato da Rizzoli nel febbraio 1981, raccoglie una serie di interventi pubblicati dal 1977 al 1980, in una Italia in cui, scrive l’autore, “in sede tanto di riflessione storica quanto di dibattito politico è stata riservata a Trockij un ‘attenzione molto minore di quella di cui sono stati oggetto esponenti del movimento operaio e studiosi di valore intrinseco di valore non certamente superiore”. Il destino di Trockij è la strada di chi ha scelto di continuare a percorrere la strada, in salita, del marxismo rivoluzionario e internazionalista.  Il saggio in questione compie un’analisi ad ampio spettro con lo sguardo rivolto agli anni Ottanta appena cominciati. Gli scritti del rivoluzionario russo sono lo strumento che Maitan utilizza per riflettere su alcuni dei processi storici più significativi e discussi in quegli anni: dalla Polonia del 1980 alla rivoluzione culturale cinese, dalla guerra fra i paesi socialisti all’eurocomunismo. Al centro dell’analisi di Maitan è, in particolare, la questione della burocrazia nelle società del blocco dell’est.


Citazione dalla parte prima:


“[…] l’opera di Trockij risulta scomoda perché fa piazza pulita delle penose giustificazioni apologetiche, secondo cui di quanto accadeva nell’URSS e dei crimini di Stalin per lungo tempo non si era potuto sapere nulla […].  La ragione principale del fenomeno indicato risiede, tuttavia, nel fatto che l’opera di Trockij ha avuto e continua ad avere implicazioni notevoli per i problemi cruciali che si pongono attualmente alle società di transizione e al movimento operaio mondiale. Proprio questa attualità è l’origine dei silenzi imbarazzati e delle persistenti elusioni, oltre che delle stroncature sommarie, operate magari con il comodo sistema delle disinvolte etichettature, senza nessuno sforzo di argomentazione. D’altro canto, proprio per la sistematicità, la profondità e la chiarezza estrema l’opera trockiana non si presta a interpretazioni fantasiose e ad adattamenti ad esigenze politiche mutevoli”.


Livio Maitan, Il Dilemma cinese, Datanews, 1994

 



“Il dilemma cinese” ripercorre la storia della Cina dal 1919 ai primi anni ’90: la particolarità della rivoluzione e i rapporti con lo stalinismo, la prima fase postrivoluzionaria, la “grande rivoluzione culturale proletaria”, l’interludio che precede la morte di Mao, il nuovo corso di Deng Xiao Ping, l’esplosione della primavera 1989, il rilancio e la generalizzazione del nuovo corso (1991-1993).  In una fase di grandi cambiamenti per la Repubblica Popolare, Maitan propone una chiave di lettura della situazione cinese alternativa alle due interpretazioni prevalenti. 


“La prima – spiega l’autore nell’introduzione al volume – è consistita nel mettere l’accento sulle peculiarità, storiche e contemporanee, del paese, mentre la seconda ha teso a inserire il ‘caso ‘ cinese nella più generale tipologia delle società di transizione burocratizzate. Per parte nostra, riteniamo che, se si vuole afferrare il bandolo della matassa, è necessario combinare gli elementi più validi delle due interpretazioni, cogliendo tutti gli incontestabili elementi di specificità, ma al tempo stesso non perdendo di vista elementi di fondo comuni che hanno caratterizzato l’esperienza delle società postcapitalistiche, in Europa e in Asia, come, per certi aspetti, nella stessa Cuba”.


La prima parte del saggio, sottolinea Maitan, riprende “Partito, esercito e masse nella crisi cinese” (Samonà e Savelli, 1969) dello stesso autore. Chiudono il libro delle utilissime appendici che affrontano, fra gli altri aspetti, la “figura contradditoria” di Mao Zedong, il conflitto armato fra Cina e Vietnam e un glossario con i principali protagonisti della storia cinese del Novecento.

 

domenica 19 maggio 2024

Stalin e la nascita dello stato di Israele: poche righe di Canfora.


 Quale fu il ruolo di Stalin e del nascente blocco dell'Est nel consentire la nascita dello stato di  Israele?
La prefazione firmata da Luciano Canfora al libro "Perché Stalin creò Israele", di Leonid Mlecin, illustra i fatti in poche righe.
"Nonostante l'accusa di strumentalismo e di realpolitik nei confronti della politica estera sovietica, la scelta culminata nel voto sovietico a favore della Risoluzione 181 dell'Assemblea generale dell'Onu, il 26 novembre 1947, che stabiliva la divisione in due della Palestina e la creazione dello Stato di Israele, rappresenta un esito del tutto coerente con le premesse poste quasi tre anni prima alla Conferenza sindacale mondiale di Londra, nel febbraio 1945. Qui la delegazione sovietica approvò una risoluzione molto impegnativa e dal contenuto inequivocabile che sollecitava in due direzioni: proteggere gli ebrei contro l'oppressione e la discriminazione in qualunque paese,; dare al popolo ebraico la possibilità di costruire un "focolare nazionale" in Palestina [...]. In quel momento c'era doppiezza da parte sovietica. Essa penalizzava gli arabi e soprattutto i partiti comunisti dell'area (quello palestinese in particolare) ai quali veniva fatto intendere - per esempio dal console sovietico a Beiriut, Ruben Agronov - che il governo sovietico non intendeva, con ciò, esprimersi a favore della creazione di uno stato ebraico in Palestina. [...]
SI EBBERO, ALL'ASSEMBLEA GENERALE DELL'ONU, 33 VOTI A FAVORE, 13 CONTRO E DIECI ASTENSIONI.
CON L'URSS VOTARONO UCRAINA, BIELORUSSIA, POLONIA E CECOSLOVACCHIA. 
SE QUESTI CINQUE VOTI FOSSERO PASSATI NEL CAMPO DEI CONTRARI O DEGLI ASTENUTI, CI SAREBBE STATO UN RISULTATO DI PARITA': 28 CONTRO 28. 
E LA RISOLUZIONE PER LA NASCITA DELLO STATO DI ISRAELE SAREBBE STATA RESPINTA".

mercoledì 6 marzo 2024

Giacomo Matteotti: il capitalismo colpito nella borsa diventa una bestia feroce


"Quando la libertà economica giovava alla classe borghese perché il proletariato non era organizzato, allora si esaltava la libertà, e si diceva che era la panacea di tutti i mali: oggi che il proletariato, per mezzo della libertà e delle proprie forme di organizzazione, intacca i profitti capitalistici, la libertà viene negata e viene proclamata la violenza contro di essa. [...] il fascismo nasce e si sviluppa dove
il capitalismo viene intaccato. Il capitalismo aggredito nella borsa diventa una bestia feroce!".

Giacomo Matteotti, discorso alla Camera dei Deputati, 31 gennaio 1921

venerdì 31 marzo 2023

Tempeste nell’economia mondiale di Livio Maitan

 

In occasione dei cento anni dalla nascita di Livio Maitan, pubblico questa breve scheda pubblicata un tempo su un altro sito (e poi rimossa). 

“Tempeste nell’economia mondiale” è un libro pubblicato da Livio Maitan all’inizio del 1998 nel momento più acuto della crisi delle Tigri Asiatiche, le economie emergenti dell’estremo oriente: Tailandia, Malaysia, Indonesia, Corea del Sud e Filippine.  Nel libro, Maitan ripercorre lo sviluppo dell’economia mondiale dal boom degli anni Cinquanta all’internazionalizzazione economica, con analisi approfondite dedicate all’Unione Europea, agli Stati Uniti e alle tendenze in Asia. L’autore ricostruisce le tendenze mondiali di fondo alla concentrazione e alla centralizzazione del capitale, con il rigore analitico proprio del marxismo rivoluzionario per arrivare, infine, a tracciare alcune riflessioni per una alternativa anticapitalistica.


Di particolare interesse sono i capitoli dedicati alle cause della cosiddetta finanziarizzazione dell’economia, all’analisi marxiana delle innovazioni tecnologiche e al carattere ciclico dell’economia capitalistica, fra crisi congiunturali, onde lunghe e ristagno prolungato.
Il libro include, inoltre, utili appendici con citazioni di passaggi chiave di Lenin, Gramsci, Mandel, Marx e Trotskij.

 Dall’introduzione:

“Dissentiamo da quanti sfumano il carattere intrinsecamente ciclico dell’economia capitalista e non vedono nelle vicende cicliche, di breve o di lunga durata, la chiave di interpretazione della dinamica complessiva anche degli ultimi decenni”.  “…è difficile negare che l’individuazione della tendenza alla concentrazione del capitale sia un asse centrale dell’interpretazione marxiana come lo è la definizione del carattere ciclico dell’economia”.

“Le classi dominanti, mentre si servono di mezzi di comunicazione dozzinali e crudamente mistificatori a uso del popolo sovrano, si dotano di strumenti ben più sofisticati per la propria formazione e per l’educazione dei propri quadri. L’èlite dei lettori, che accede ai fogli economici specializzati, ha bisogno di sapere come vadano realmente le cose e cosa si possa ragionevolmente prevedere non per civetteria intellettuale ma per regolarsi negli affari: non tollererebbe di essere trattata come oggetto di propaganda. E se un’analisi viene condotta con rigore, staremmo per dire materialistico, può approdare a conclusioni analoghe a quelle di chi parta da un punto di vista diametralmente opposto e tragga opposte conclusioni dal punto di vista socio-politico”. (Livio Maitan, Tempeste nell’economia mondiale, 1998, introduzione)

domenica 29 gennaio 2023

Mandel: Algeria e Partito Comunista francese

 "L'8 marzo 1945 a Setif si tenne un'enorme manifestazione a favore dell'indipendenza dell'Algeria. Ne segui' un massacro da parte dell'esercito coloniale: secondo fonti nazionaliste la repressione fece 40.000 vittime. Il Partito Comunista francese, pienamente coinvolto nella luna di miele collaborazionista di classe, con Maurice Thorez che occupava il posto di vicepresidente del governo De Gaulle, assunse un atteggiamento al punto da coprire la repressione definendo nazista la dirigenza nazionalista algerina!". Ernest Mandel, Il significato della II Guerra Mondiale, pagina 62. Parole con qualche tratto di attualità...

lunedì 15 agosto 2022

NOVE SECONDI



Riccardo Staglianò ci fa sapere, nel suo nuovo libro "Gigacapitalisti", che Jeff Bezos guadagna in nove secondi lo stipendio annuale di un suo magazziniere.

sabato 29 gennaio 2022

Ascolti e letture con targa 2021

 Iron Maiden - Senjutsu/Tattica e strategia di Steve Harris

Helloween - Helloween/Cadere dal cielo non basta

Blaze Bayley - War Within Me/Con Tesla, Touring ed Hawking

Smith Kotzen - Smith Kotzen/Taking Their Chances

Liquid Tension Experiment  - 3/ Mille bolle blu

Dream Theater - A View From The Top Of The World/Troppo elevati

Cavalieri del Re - Box del 40° anniversario/Da Ransie all'Uomo Tigre


Massimo Carlotto - E verrà un altro inverno/Le contraddizioni in senso al popolo

Ronnie James Dio - Dio, Rainbow In The Dark, autobiografia/More Than One Night In The City

Vittorio Nocenzi con Franceso Villari - Nati liberi, la storia del Banco Del Mutuo Soccorso/Un viaggio nel cuore della musica




sabato 1 gennaio 2022

Addio Nino Filastò

Il 29 dicembre 2021 è morto l'avvocato Nino Filastò. 

Fu il difensore di Mario Vanni e fra i più grandi esperti del caso del Mostro di Firenze. 
Un principe del foro, un combattente, un'intelligenza al servizio della ricerca della verità. 

Quanta ammirazione per una di quelle personalità che purtroppo sembrano diventare anno dopo anno sempre più rare. 



Un uomo non disposto ad accettare versioni dei fatti di comodo, piccole o grandi falsificazioni, per fare carriera, assecondare il potere o semplicemente per quieto vivere. 

 Ricordo bene quella calda fine del luglio 2014, passata a leggere il suo "Storia delle merende infami": saggio ampio, appassionata e appassionante ricerca della verità.

 Nonostante le precarie condizioni di salute aveva comunque voluto dare il suo lucido contributo al recente documentario andato in onda su rai due. 

Nino, per me ci sei andato davvero vicino. E ora mi metto all'ascolto.

domenica 12 settembre 2021

Engels: "Che cosa pensano gli operai inglesi della politica coloniale? Lo stesso dei borghesi".

 "Mi chiedete cosa pensano gli operai inglesi della politica coloniale. Ebbene, esattamente quello che pensano della politica in genere:lo stesso dei borghesi. Vedete, qui non c'è partito operaio, ci sono soltanto conservatori e liberal-radicali, perché gli operai partecipano allegramente al festino del monopolio inglese sul mercato mondiale e delle colonie". Tratto da una lettera di Engels a del Kautsky del 1882, citata da Marco Santopadre nell'introduzione a MARX ENGELS - SULL' IRLANDA.

mercoledì 23 dicembre 2020

Classi dominanti e mezzi di comunicazione: dozzinali per il popolo, sofisticati per la propria formazione

 “Le classi dominanti, mentre si servono di mezzi di comunicazione dozzinali e crudamente mistificatori a uso del popolo sovrano, si dotano di strumenti ben più sofisticati per la propria formazione e per l’educazione dei propri quadri. L’èlite dei lettori, che accede ai fogli economici specializzati, ha bisogno di sapere come vadano realmente le cose e cosa si possa ragionevolmente prevedere non per civetteria intellettuale ma per regolarsi negli affari: non tollererebbe di essere trattata come oggetto di propaganda. E se un’analisi viene condotta con rigore, staremmo per dire materialistico, può approdare a conclusioni analoghe a quelle di chi parta da un punto di vista diametralmente opposto e tragga opposte conclusioni dal punto di vista socio-politico”. (Livio Maitan, Tempeste nell'economia mondiale, Introduzione)

giovedì 22 ottobre 2020

Il posto del marxismo nella storia (incluse Svezia e Norvegia)

 "Allorché la borghesia svedese volle vietare con l'intervento militare il movimento per l'indipendenza della Norvegia, nel 1906, il congresso del partito socialdemocratico svedese decise di opporsi alla guerra con ogni mezzo, incluso lo sciopero generale, e organizzò una grandiosa manifestazione di massa a Stoccolma che fece arretrare il governo". 

(Ernest Mandel, Il posto del marxismo nella storia, pagina 142, quaderni del centro studi Livio Maitan)


martedì 28 luglio 2020

Vite belle. Trotskij e Bukowski

"Posso vedere la lucida striscia verde dell’erba ai piedi del muro, e il limpido cielo azzurro al di sopra del muro, e sole dappertutto.La vita è bella. Possano le generazioni future liberarla da ogni male, oppressione e violenza, e goderla in tutto il suo splendore". (Lev Trotskij,1940)

"Sto guardando dalla finestra una collina tagliata in due e ho sette lattine di birra nella ghiacciaia. La vita è bella". (Charles Bukowski, 1964) 

mercoledì 30 ottobre 2019

Biblioteca Maitan: il 9 novembre si parla di autodeterminazione del popolo sardo. Presentazione di "Falce e Pugnale"

Un vero internazionalismo non può prescindere dalla conoscenza e dal riconoscimento dell’oppressione coloniale delle nazioni senza stato nei paesi a capitalismo avanzato e, nel nostro contesto, della questione sarda nello stato italiano. È questo il presupposto del dibattito-presentazione del libro “Falce e pugnale. Per un socialismo di liberazione nazionale” di Omar Onnis e Cristiano Sabino in programma nella biblioteca Livio Maitan sabato 9 novembre alle 10.30.
L’appuntamento vedrà la partecipazione dell’autore Sabino, di Michele Azzeri, per la Biblioteca Livio Maitan, autore di “Rivoluzione e Internazionalismo. Trotsky e i trotskismi tra ortodossia marxista e prefigurazione del futuro” e di Emiliano Raponi (Sinistra anticapitalista), esperto della questione basca.


Il volume (Catartica Edizioni, 2019) presenta in versione integrale alcuni documenti storici riconducibili alle tesi della sinistra indipendentista:
• La Carta di Brest (3 febbraio 1974): risultato di una convergenza internazionale fra diverse organizzazioni indipendentiste europee (Irlanda, Galles, Galizia, Paesi Baschi, Catalogna) e in particolare del Moimentu de su Populu sardu per la Sardegna.
• La Carta di Algeri (4 luglio 1976): documento stilato da un gruppo di militanti internazionalisti, fra i quali il socialista luxemburghiano Lelio Basso, in occasione del duecentesimo anniversario della Rivoluzione Americana.
• Le tesi congressuali (7 aprile 2013) dell’organizzazione della sinistra indipendentista sarda A Manca pro s’Indipendentzia, sciolta nel 2015.
I documenti sono accompagnati dall’introduzione di Omar Onnis, saggista e blogger, che ripercorre le principali tappe della storia dell’indipendentismo sardo, e dal saggio “Per un sardismo popolare” di Sabino, fra i fondatori di a Manca e insegnante di storia e filosofia a Sassari, dedicato in particolare all’analisi della interconnessione fra liberazione sociale e liberazione nazionale nella pratica politica anticolonialista e alla valutazione dei pregi (e dei limiti) delle tesi della fu aMpI.

Dove? La Biblioteca  ha sede a Roma, in via Elisabetta Canori Mora, 13 – 00169

mercoledì 12 giugno 2019

Livio Maitan ed Enrico Berlinguer

Un giorno, mentre stavo partendo per Bruxelles, sopraggiungeva un gruppo di persone fra cui intravedevo Enrico. Era una delegazione che andava a una riunone di partiti comunisti proprio a Bruxelles. Enrico si avvicinava per salutarmi, intrattenendosi per qualche minuto. Poi mi presentava a un membro della delegazione qualificandomi come dirigente della Quarta Internazionale senza che l'altro si scandalizzasse. [...] Per i rapporti che avevo avuto con lui, partecipavo all'emozione provata il giorno della sua morte da tutti coloro che l'avevano conosciuto. E mi rincrebbe vivamente di non poter rientrare dall'estero in tempo per partecipare ai funerali, cui partecipavano invece i miei due figli [...]. Valutazioni critiche sulle concezioni strategiche e sulle scelte cruciali di Berlinguer le ho espresse in ripetute occasioni dal 1969, cioè dal momento in cui era divenuto il principale dirigente del suo partito, dopo l'allora segretario Longo. Non ho motivo di correggere queste valutazioni e in particolare quelle espresse nel saggio Al termine di una lunga marcia". (Livio Maitan, "La strada percorsa", pagina 515)