La Cgil proclama lo sciopero generale per il 20 novembre.
sabato 24 ottobre 2026
Verso lo sciopero generale del 30 ottobre
La Cgil proclama lo sciopero generale per il 20 novembre.
sabato 17 ottobre 2026
I miei fumetti preferiti, classifica ottobre 2026
Giapponesi, italiani, statunitensi? Per me i fumetti sono fumetti e quindi ho deciso di stilare questa classifica dei miei preferiti, senza riguardo per la nazionalità o per lo stile. Ogni fumetto è associato a una o più stagioni della vita. Momenti. Persone. Ricordi.
1 Maison Ikkoku
Seinen. Insuperato capolavoro di Rumiko Takahashi. Risate, romanticismo e...sentimenti con Kyoko, Yusaku, Yotsuya, Ichinose e gli altri.
2 Martin Mystère
Enigmi e indagini sull'impossibile. Un fumetto che innovò la Bonelli, aprendo le porte a Dylan Dog, e che per certi versi anticipò fenomeni internazionali come Twin Peaks e X-Files.
3 Zanardi
Ho conosciuto tardo il genio di Andrea Pazienza...ed è proprio il caso di dirlo: meglio tardi che mai. Zanardi il cattivo, al momento il mio preferito, è solo una delle forme assunte dal genio.
4 Mister No
In giro per il Sud America con l'antieroe di Sergio Bonelli. Un'altra svolta importante per il fumetto della casa editrice milanese. Avventure senza egocentrismo.
5 Devilman
Un'opera chiave nell'universo narrativo di Go Nagai. Quando lessi per la prima volta questo fumetto decenni fa ne rimasi sconvolto.
6 Dylan Dog
Gli ho sempre preferito il verboso Martin, ma l'horror di Dylan Dog di Tiziano Sclavi è parte fondamentale del fumetto Bonelli degli ultimi 40 anni. A proposito...auguri!
7 Thor di Walter Simonson
Per me una lettura importante degli anni '90. Dovrei recuperarlo e rileggerlo. Al numero sette sulla fiducia della memoria.
8 Dr. Slump e Arale
Risate, risate, risate. A distanza di tanti anni il capolavoro di umorismo demenziale di Akira Toriyama mi fa ancora ridere come se avessi 15 anni.
9 Otomachi Records
Storie imprevedibili, dischi introvabili. Il piccolo gioiello di Ryoichiro Kezuka, autore scomparso prematuramente nel 2026, ci trascina nel magico mondo dei negozi di dischi.
10 Smoking Behind The Supermarket With You
Per me, che esperto di manga non sono, è uno dei migliori manga degli ultimi anni. Gioco degli equivoci, sentimenti inespressi, silenzi, chiacchiere dietro un supermarket giapponese fra un salary man di mezza età e una cassiera dalla (inverosimile) doppia identità.
sabato 10 ottobre 2026
sabato 19 settembre 2026
LA SINISTRA INDIPENDENTISTA SARDA: UN PERCORSO ANTICAPITALISTA.
martedì 21 luglio 2026
Risposte dalla colonia sarda (da una email a una compagna romana)
Ciao,
scusa se ci ho messo un po’ a risponderti, ma non volevo essere troppo precipitoso e superficiale.
Per quanto mi riguarda, la Sardegna ha la funzione di colonia interna dello stato italiano.
Il ruolo di colonia è articolato in più volti, tutti interconnessi fra loro: linguistico e politico (ma queste due dimensioni non sono al centro del nostro dialogo), ambientale, militare, energetico e speculativo a diverso titolo.
· Non la faccio breve, e parto dalla mutazione ambientale che fu imposta alla Sardegna dai Savoia a partire dal Settecento.Secoli fa, infatti, la Sardegna era un’isola verde: fu disboscata e la legna della Sardegna fu utilizzata per costruire il sistema ferroviario dello stato italiano. Questo disastro cambiò in modo drammatico il paesaggio della Sardegna e contribuì allo sviluppo, quasi “monoculturale”, della pastorizia sarda.
Suggerisco la lettura del libro che segnalo in questa breve recensione:
https://www.rosarossaonline.it/2022/04/05/colpi-di-scure-e-sensi-di-colpa-di-fiorenzo-caterini/
· COLONIZZAZIONE ENERGETICA. Faccio un salto di due secoli e giungo alla speculazione energetica. Forse quella più attuale e direi anche quella più tristemente incompresa dalla attuale sinistra italiana nelle sue più diverse ramificazioni. Anche questa volta sono autoreferenziale e rimando a una nota di sinistra anticapitalista (che a sua volta rimanda a un articolo scritto per il manifesto sardo dal Gruppo di intervento giuridico).
https://anticapitalista.org/2024/04/24/sardegna-lassalto-eolico-e-in-atto/
https://assembleasarda.org/progetti/le-servitu-militari-spiegate-semplicemente/
· SPECULAZIONE EDILIZIA. Un altro fattore, che recentemente è salito all’onore delle cronache, è salito è quello della speculazione edilizia legata a fondi speculativi (come nel recente caso di Cala Finanza, Lu Fenosu) e a infiltrazioni della criminalità organizzata internazionale. Questo fenomeno si unisce alla cosiddetta turistificazione (affitti brevi e bb che “mangiano” il mercato immobiliare destinato ai “comuni mortali”): una questione che una romana può ben capire.
https://www.unionesarda.it/news-sardegna/patronaggio-allarme-affari-russi-in-terra-sarda-hmog743y
A questo quadro complessivo aggiungo una notizia che poche persone conoscono non solo in Italia, ma anche in Sardegna: fra il ‘43 e il ‘44, il partito comunista italiano fece di tutto per stroncare la nascita del partito comunista di Sardegna e ci riuscì: rimando a questa breve recensione del libro di Paolo Pisu.
Partito Comunista di Sardegna, di Paolo Pisu - Rosa Rossa #
domenica 21 giugno 2026
Iron Maiden - breve commento dopo il concerto di San Siro
domenica 10 maggio 2026
Partito Comunista di Sardegna - Storia di un sogno interrotto di Paolo Pisu
È stato scritto innumerevoli volte: la storia non si fa con i se. Ma riaprire alcune pagine poco note del passato, consente comunque di immaginare sviluppi alternativi delle vicende storiche ed elaborare nuove scelte per il futuro. In questo libro, Paolo Pisu racconta le vicende del Partito Comunista di Sardegna, una realtà politica poco conosciuta anche nella stessa Isola. Un soggetto politico che, se non fosse stato sciolto nel luglio del 1944, a causa sostanzialmente degli interventi “a gamba tesa” del Pci e della fragilità del gruppo dirigente, avrebbe potuto contribuire a tracciare una storia diversa per il movimento dei lavoratori della Sardegna per l’emancipazione della nazione sarda.
Il Partito Comunista di Sardegna, fondato nel dicembre del 1943, elaborò indirizzi programmatici del tutto avversi al centralismo che caratterizzava il partito italiano nella fase precedente la svolta di Salerno. Lo statuto del Pcs immaginava la Sardegna fare parte costituente, come repubblica autonoma e sovrana, di una repubblica socialista federativa più ampia e non definita nei particolari. Il Partito Comunista di Sardegna, schierato a fondo nella lotta per liberazione dal nazifascismo, non sarebbe stato in alcun modo subordinato alle decisioni prese dal Pci. Si trattava di un movimento politico radicato nel Nord della Sardegna, con una presenza politicamente significativa nella città di Sassari e una sezione come quella di Bonorva che contava oltre 100 tesserati. Pisu indica in Antonio Cassitta, già fondatore del Pcd’I con Gramsci e Bordiga, la figura più prestigiosa del Pcs. Iscritto al Partito fu anche Nanni Dore, poi rappresentante della IV Internazionale in Sardegna. La ricostruzione puntuale di Pisu è accompagnata da una serie di interviste ai protagonisti e da documenti storici, come il programma e lo statuto del Pcs.
Recensione tratta dal sito Rosa Rossa







