martedì 21 luglio 2026

Risposte dalla colonia sarda (da una email a una compagna romana)


 Ciao,

scusa se ci ho messo un po’ a risponderti, ma non volevo essere troppo precipitoso e superficiale.

Per quanto mi riguarda, la Sardegna ha la funzione di colonia interna dello stato italiano.

Il ruolo di colonia è articolato in più volti, tutti interconnessi fra loro: linguistico e politico (ma queste due dimensioni non sono al centro del nostro dialogo), ambientale, militare, energetico e speculativo a diverso titolo.

·         Non la faccio breve, e parto dalla mutazione ambientale che fu imposta alla Sardegna dai Savoia a partire dal Settecento.Secoli fa, infatti, la Sardegna era un’isola verde: fu disboscata e la legna della Sardegna fu utilizzata per costruire il sistema ferroviario dello stato italiano. Questo disastro cambiò in modo drammatico il paesaggio della Sardegna e contribuì allo sviluppo, quasi “monoculturale”, della pastorizia sarda.

Suggerisco la lettura del libro che segnalo in questa breve recensione:

https://www.rosarossaonline.it/2022/04/05/colpi-di-scure-e-sensi-di-colpa-di-fiorenzo-caterini/

·         COLONIZZAZIONE ENERGETICA. Faccio un salto di due secoli e giungo alla speculazione energetica. Forse quella più attuale e direi anche quella più tristemente incompresa dalla attuale sinistra italiana nelle sue più diverse ramificazioni.  Anche questa volta sono autoreferenziale e rimando a una nota di sinistra anticapitalista (che a sua volta rimanda a un articolo scritto per il manifesto sardo dal Gruppo di intervento giuridico).

https://anticapitalista.org/2024/04/24/sardegna-lassalto-eolico-e-in-atto/

·         COLONIZZAZIONE MILITARE. Questa è forse l’unica forma di colonizzazione della Sardegna conosciuta ed effettivamente riconosciuta dalle compagne e dai compagni italiani. Come è noto la Sardegna ospita circa i 2/3 delle servitù militari dell’intero stato italiano. In questo caso rimando alla relazione curata dall’Assemblea Natzionale Sarda (in sostanza gli amministratori indipendentisti in Sardegna).  Inoltre, non posso segnalare la questione RWM, che ha visto Usb e i movimenti opporsi per lungo tempo alla presenza di questa industria militare, con la Cgil che per lungo tempo ha preferito difendere l'occupazione esistente.

https://assembleasarda.org/progetti/le-servitu-militari-spiegate-semplicemente/

·         SPECULAZIONE EDILIZIA. Un altro fattore,  che recentemente è salito all’onore delle cronache, è salito è quello della speculazione edilizia legata a fondi speculativi (come nel recente caso di Cala Finanza, Lu Fenosu) e a infiltrazioni della criminalità organizzata internazionale. Questo fenomeno si unisce alla cosiddetta turistificazione (affitti brevi e bb che si “mangiano” il mercato immobiliare destinato ai “comuni mortali”): una questione che una romana può ben capire.

https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2026/06/29/cala-finanza-e-solo-la-prima-della-lista-il-mattone-zes-va-fermato-ora/

https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2011/06/16/speculazione-edilizia-in-terra-sarda-dai-finti-miglioramenti-fondiari-al-riciclaggio-di-denaro-sporco/

https://www.unionesarda.it/news-sardegna/patronaggio-allarme-affari-russi-in-terra-sarda-hmog743y

A questo quadro complessivo aggiungo una notizia che poche persone conoscono non solo in Italia, ma anche in Sardegna: fra il ‘43 e il ‘44, il partito comunista italiano fece di tutto per stroncare la nascita del partito comunista di Sardegna e ci riuscì: rimando a questa breve recensione del libro di Paolo Pisu.

Partito Comunista di Sardegna, di Paolo Pisu - Rosa Rossa #


 Iscritto al Partito fu anche Nanni Dore, poi rappresentante della IV Internazionale in Sardegna.



Un abbraccio

 

 

 

 

 

 

 

 

domenica 21 giugno 2026

Iron Maiden - breve commento dopo il concerto di San Siro


Oggi,  18 giugno 2026, mi sono chiesto: perché seguo gli Iron Maiden dal 1986 senza interruzioni? Perché, in un mondo di impegni mancati e di disillusioni, sono una promessa mantenuta.  Direte...ma è solo musica. Beh, non so per voi, ma per me la musica è importante. E il concerto di ieri è stata l'ennesima promessa mantenuta. 
Up (all) The Irons!



domenica 10 maggio 2026

Partito Comunista di Sardegna - Storia di un sogno interrotto di Paolo Pisu

 È stato scritto innumerevoli volte: la storia non si fa con i se. Ma riaprire alcune pagine poco note del passato, consente comunque di immaginare sviluppi alternativi delle vicende storiche ed elaborare nuove scelte per il futuro. In questo libro, Paolo Pisu racconta le vicende del Partito Comunista di Sardegna, una realtà politica poco conosciuta anche nella stessa Isola. Un soggetto politico che, se non fosse stato sciolto nel luglio del 1944, a causa sostanzialmente degli interventi “a gamba tesa” del Pci e della fragilità del gruppo dirigente, avrebbe potuto contribuire a tracciare una storia diversa per il movimento dei lavoratori della Sardegna per l’emancipazione della nazione sarda.



Il Partito Comunista di Sardegna, fondato nel dicembre del 1943, elaborò indirizzi programmatici del tutto avversi al centralismo che caratterizzava il partito italiano nella fase precedente la svolta di Salerno. Lo statuto del Pcs immaginava la Sardegna fare parte costituente, come repubblica autonoma e sovrana, di una repubblica socialista federativa più ampia e non definita nei particolari. Il Partito Comunista di Sardegna, schierato a fondo nella lotta per liberazione dal nazifascismo, non sarebbe stato in alcun modo subordinato alle decisioni prese dal Pci. Si trattava di un movimento politico radicato nel Nord della Sardegna, con una presenza politicamente significativa nella città di Sassari e una sezione come quella di Bonorva che contava oltre 100 tesserati. Pisu indica in Antonio Cassitta, già fondatore del Pcd’I con Gramsci e Bordiga, la figura più prestigiosa del Pcs. Iscritto al Partito fu anche Nanni Dore, poi rappresentante della IV Internazionale in Sardegna.  La ricostruzione puntuale di Pisu è accompagnata da una serie di interviste ai protagonisti e da documenti storici, come il programma e lo statuto del Pcs.


Recensione tratta dal sito Rosa Rossa

martedì 24 marzo 2026

C'È CHI HA DETTO NO

Questa battaglia per il NO è stata per me davvero sentita e commovente. Tante persone con idee molto diverse, spesso contrastanti, hanno capito che la riforma Nordio del csm (il sorteggio dei componenti togati) aveva l'obiettivo di porre il potere giudiziario sotto l'esecutivo. Con i decreti sicurezza, il progetto di una nuova legge elettorale e l'ambizione del premiato si andava tratteggiando uno stato autoritario sul modello ungherese di "fascismo democratico".Questo progetto è stato affondato. La Sardegna ha detto NO. La Sicilia, la Campania e la Calabria hanno ribaltato il tavolo del governo Meloni. I giovani hanno detto NO.

Per una sera possiamo gioire...e si fotta Licio Gelli.



lunedì 16 marzo 2026

C'È CHI DICE NO. Referendum 22-23 marzo 2026

 La riforma del csm voluta da Meloni, con la sua tripartizione e l'elezione a sorteggio dei membri togati, è un evidente tentativo di porre il potere giudiziario sotto il controllo di quello esecutivo.

Questa riforma combinata con i decreti "sicurezza", con la riforma elettorale in cantiere, con il potere di fare leggi già sostanzialmente in mano all'esecutivo tratteggia il passaggio da una democrazia borghese (per quanto criticabile possa essere per un rivoluzionario e un indipendentista) a uno stato autoritario doc. Non è un caso che questa trasformazione sia portata avanti da un partito che ha le radici nel neofascismo.
Non ho alcuna intenzione di esaltare acriticamente la magistratura, anzi, ma sono consapevole che questa riforma ha l'obiettivo di rendere molto più difficili le numerose sentenze in difesa dei principi costituzionali che oggi danno così fastidio a M.

Se vincesse il sì la vita per gli immigrati, per gli sfruttati e per chi non piega la testa sarebbe ancora più difficile. Per questo voterò NO con grande convinzione e invito a fare altrettanto.

sabato 28 febbraio 2026

Capitalismo: "Un livello di centralizzazione oltre le più distopiche aspettative"

 "... al giorno d'oggi, oltre l'80 per cento del capitale azionario quotato nelle borse mondiali è controllato da meno dell'1% degli azionisti mondiali. Un dato spaventoso, un livello di centralizzazione oltre le più distopiche aspettative".

Dal libro:

Libercomunismo, 2026, Emiliano Brancaccio, Feltrinelli



giovedì 25 dicembre 2025

50 anni di Iron Maiden

 "Like a fire in the sky

I can feel strength return

Heading for afterlife, meet me there" (Steve Harris, 2021)


Nel giorno di Natale del 2025 gli Iron Maiden compiono 50 anni esatti ai sensi dell'anagrafe heavy metal.  Un percorso mai interrotto e fatto di canzoni, dischi e concerti a non finire dall'East End di Londra al Sud America.

(Purtroppo la band non si è mai esibita in Sardegna, anche se la leggenda dice che Harris passò qualche giorno a Cagliari in occasione dei mondiali di calcio del 1990 e nonostante che una quindicina di anni fa il capoluogo sardo vantasse una sorta di primato per la ricerca di "Iron Maiden" su google e simili). 

I DISCHI

17 album in studio: capolavori senza tempo come Piece Of Mind o Seventh Son e altri che hanno diviso il pubblico e la critica. (Personalmente se ne dovessi scegliere solo due opterei per l'heavy da strada di  Iron Maiden e il futurismo metallico di Somewhere in Time). 



LE CANZONI

Circa 170 tracce proprie (perdonatemi se non ho la pazienza di fare il contro esatto) fra le quali decine e decine di capolavori. Qui ne elenco solo 17 "a campione", uno per album:

Phantom Of The Opera, Killers, The Prisoner, The Tropper, Rime Of The Ancient Mariner, Wasted Years, Infinite Dreams, No Prayer For The Dying, Afraid To Shoot Strangers, The Sign Of The Cross, The Clansman, Blood Brothers, Dance Of The Death, The Legacy, When The Wild Wind Blows, The Book Of Souls, The Parchment.

I MUSICISTI

I nostri eroi non sono virtuosi dello strumento, ma si può dire senza dubbio che Steve Harris, Dave Murray, Adrian Smith, Nicko McBrain e Clive Burr hanno influenzato generazioni di musicisti col loro stile personale e riconoscibile. E altrettanto vale per la voce di Bruce Dickinson, di scuola Gillan. Così come è stato brillante, ma più originale e quindi difficilmente replicabile, il contributo di Paul Di Anno. 

LO STILE COMPOSITIVO

In questo mezzo secolo,  Harris è stato il principale compositore dei Maiden, l'architetto dell'universo musicale della Vergine di Ferro. Ma il contributo di Di' Anno (nei primi anni della band), di Dickinson e Smith (e dal 1992 di Gers) è stato molto importante nel tracciare il percorso stilistico della band e nel definirne di volta in volta l'identità. 

Brani come la stradaiola Running Free (Harris Di Anno), l'intellettuale Revelations (Dickinson), l'introspettiva Wasted Years (Smith) e la mistica Dance Of Death (Harris Gers) sono infatti piccole fotografie dello sviluppo della band in un dato momento storico-compositivo. 

LA PERGAMENA

Per celebrare questi 50 anni ho scelto "The Parchment", una canzone che avvolge e ipnotizza, firmata da Harris, uno dei veri capolavori tratto dall'ultimo "Senjutsu". Ascoltatela e/o riascoltatela.


UP THE IRONS

domenica 30 novembre 2025

Pasolini, i (vigliacchi) fascisti e l'inseguimento a San Lorenzo

 


"In tutta la mia vita non ho mai esercitato un atto di violenza né fisica né morale [...]. C'è una sola eccezione e voglio ricordarla. Si tratta di una decina d'anni fa. Ero stato invitato a un dibattito alla 'Casa dello studente'a Roma. Per strada - verso sera - un gruppo di fascisti mi ha aggredito. Mi hanno gettato addosso un barattolo di biacca e hanno cominciato a menare le mani e a insultare. C'erano con me dei giovani compagni: ed è stata soprattutto la violenza usata contro di loro che mi ha esasperato. Abbiamo risposto con altrettanta violenza, ed essi hanno battuto in ritirata. Io ho cominciato a inseguire il più scalmanato. La nostra corsa è durata per più di un chilometro attraverso il quartiere di San Lorenzo. Quando stavo per raggiungerlo, egli è salito su un tram, dove, malgrado i calci che egli mi sferrava dal predellino, son riuscito a salire anch'io. Allora egli è tornato a fuggire ed è saltato dal tram in corsa dall'uscita anteriore. Cosa che ho fatto anche io. È ripresa la corsa forsennata attraverso San Lorenzo, finché egli è scomparso dentro un garage, dove non l'ho più trovato, visto che si era dileguato, a quanto pare, per una porticina del retro. A quel punto però probabilmente, anche se lo avessi acciuffato, non avrei fatto più niente. La rabbia cieca mi era passata.Ed è stata la prima e unica volta che, a tale rabbia cieca, avevo ceduto". [...]

Pier Paolo Pasolini 

Fonte: Scritti corsari - Frammento

Io non condivido del tutto il pensiero di Pasolini, non condivido il suo modo di concepire il progresso, ma mi fa schifo il modo con cui i fascisti stanno cercando di divorarne il cadavere. Lui, per il fascismo e per i fascisti, provava il più profondo ribrezzo.

giovedì 16 ottobre 2025

Gli scioperi del 22 settembre e del 3 ottobre 2025: la battaglia per il popolo palestinese, l'antifascismo e il ruolo di Usb

 



Con gli scioperi e le manifestazioni (ognuno ha scelto il modo più opportuno di esserci) di queste settimane abbiamo dimostrato un forte supporto al popolo palestinese vittima di genocidio e ci siamo schierati con la Freedom Flotilla. E andremo avanti. Abbiamo anche dimostrato che una fetta decisiva della classe lavoratrice non accetta le intimidazioni di un governo che ha le radici storico/ideologiche nel fascismo. Come lavoratore sono fiero della funzione svolta da dal mio sindacato Usb in questa fase. La prontezza e la capacità di andare oltre certi schemi fissi per ottenere il maggiore livello di unità possibile di lavoratori e lavoratrici, pensionati e pensionate, studenti e studentesse. Per una causa giusta. Per la libertà.

martedì 9 settembre 2025

Dal Rapporto della Relatrice Speciale Onu per i diritti umani sui territori palestinesi emergono stretti rapporti fra il capitalismo cinese Rpc e il colonialismo israeliano

Tnuva, il più grande conglomerato alimentare israeliano, ora di proprietà della cinese Bright Dairy&Food Co. Ltd ha alimentato e beneficiato dell'espropriazione delle terre. Il presidente di Tnuva ha riconosciuto che "l'agricoltura [...] in generale e l'allevamento di bestiame in particolare sono una risorsa strategica e un pilastro significativo nell'impresa di insediamento". 

[...]

Israele ha usato i kibbutzim e gli avamposti agricoli per impadronirsi delle terre palestinesi e rimpiazzare i palestinesi.   Le aziende come Tnuva contribuiscono a rifornirsi di prodotti da  queste colonie, per poi sfruttare il mercato palestinese vincolato che ne deriva per garantirsi una posizione dominante sul mercato. La dipendenza dei palestinesi dall'industria lattiero-casearia israeliana è aumentata del 160% nel decennio successivo alla distruzione dell'industrial lattiero-casearia di Gaza da parte di Israele [...].

sabato 5 luglio 2025

Appunti sul riarmo

 Dobbiamo avere ben chiaro che la scelta di riarmo europeo non è solo sbagliata in sé, non solo è portatrice di future sciagure (e nessuno, fateci attenzione, fa un confronto effettivo fra le spese militari ue e quelle russe già in campo oggi): è una scelta che comporterà una ulteriore riduzione delle spese sanitarie. E ciò avrà conseguenze disastrose sulle nostre vite, le vite della classe lavoratrice. Negli scorsi 10 anni, almeno, abbiamo assistito alla chusura di numerosi punti nascita, all'allungamento insostenibile dei tempi di attesa anche per semplici visite di controllo. Intere porzioni di territorio sono prive persino del medico di famiglia. Con l'aumento delle spese militari al 5%  del pil assisteremo alla sostanziale privatizzazione della sanità. E per noi comuni mortali saranno lacrime ancora più amare.

La sconfitta del progetto di riarmo, la lotta contro il capitale militare-industriale, deve essere la priorità assoluta

martedì 17 giugno 2025

Run For Your Lives Tour: il mio punto di vista



1)La scaletta mi è piaciuta. Chiaramente è rivolta anche alle persone che hanno 15/20 anni e non solo a noi 50enni che seguiamo i Maiden dal 198*. Gli Iron Maiden hanno riportato on stage brani come Murders (non eseguita dal 2005 e inserita in ben pochi tour), Killers (non eseguita dal 1999: 26 anni vi sembran pochi?), Rime (non eseguita dal 2009), Seventh Son of a Seventh Son e Phantom (non suonate dal 2014). Certamente mi sarebbe piaciuto ascoltare The Prophecy o Sea Of Madness, ma ciò non toglie che la scaletta sia ottima e contenga alcuni dei capolavori assoluti della band. Stiamo parlando di Seventh, Rime, Phantom e Hallowed in un solo concerto. La summa della sapienza compositiva di Steve Harris. Una scaletta che, per una volta, va oltre le due ore di concerto standard a cui la band ci ha abituato e lo confesso: se avessero suonato Bring Your Daughter non avrei alzato i pugni dalla gioia. Una scaletta, dicevamo, piuttosto sfidante per il nuovo arrivato: Simon Dawson.
La scaletta:
Doctor Doctor
(UFO song)

Intro The Ides of March

Murders in the Rue Morgue
Wrathchild
Killers
Phantom of the Opera
The Number of the Beast
The Clairvoyant
Powerslave
2 Minutes to Midnight
Rime of the Ancient Mariner
Run to the Hills
Seventh Son of a Seventh Son
The Trooper
Hallowed Be Thy Name
Iron Maiden

Encore:
Churchill's Speech
Aces High
Fear of the Dark
Wasted Years
Always Look on the Bright Side of Life
(Monty Python song)
2) Penso che la scelta della band (e soprattutto di Steve) sia stata azzeccata. Dawson è un batterista vecchia scuola. Una scuola che ha come esponenti maestri come Cozy Powell e Vinnie Appice. Ha suonato i brani dei Maiden in modo potente, dinamico, maturo. E i brani fluiscono in modo naturale e quadrato. Nella prima data ha sbagliato l'attacco di Murders (nella seconda eseguito in maniera semplificata e poi non so)? Chi non ha mai fatto una stecca scagli la prima bacchetta. E poi voglio ricordare che Nicko aveva cambiato anche in maniera radicale alcune parti di Burr. Per esempio un mio carissimo amico ha sempre odiato l'interpretazione di Runnung Free di McBrain in sede live. A me piace molto, ma è diversissima da quella di Clive. Insomma. Spero che Dawson sia accolto come membro effettivo della band e abbia la possibili di suonare in studio (anche se mi auguro che a Nicko sia lasciata la possibilità di interpretare uno o due brani). I Maiden non hanno bisogno di cloni di Nicko (per quanto bravi siano). UP THE IRONS

P.S. dopo il concerto di Padova di domenica 13 luglio
Ho letto che ieri i Maiden hanno fatto un gran concerto. E non me ne stupisco per nulla.

Ho visto che le critiche a Dawson sono ormai ridotte ai minimi termini...E non me ne stupisco per nulla, dato che è un batterista vecchia scuola. Quadrato e solido.

Anche le critiche alla scaletta sembrano scomparse. E non me ne stupisco per nulla. Quando mai sarà nuovamente possibile ascoltare insieme Rime, Seventh, Phantom e Killers?

Molte sono state le lamentele per l'organizzazione (lato promoter italiani) che ha come al solito lasciato un po' a desiderare. Non me ne stupisco per nulla ed è uno dei motivi per cui (salvo la magica Trieste) ormai preferisco possibilmente non vederli in territorio italico. Ci trattano come bestie.


sabato 24 maggio 2025

REFERENDUM:CHE COSA AVREBBE FATTO VINCENZO PILLAI? PER CONIUGARE LIBERAZIONE NAZIONALE E LIBERAZIONE SOCIALE


 Penso spesso a quando Vincenzo Pillai parlava della necessità di coniugare la liberazione sociale alla liberazione nazionale. La lotta di classe all'autodeterminazione del popolo sardo.

Ciò che mi impedisce di riconoscermi nell'attuale sinistra indipendentista sarda è proprio la mancanza di una visione di classe:avevamo provato a fare qualcosa in questo senso con sisma, ma quell'esperimento è fallito subito e non ho mai capito il perché.

La classe lavoratrice sarda (che comprende lavoratori sardi e lavoratori immigrati) è sottoposta alle leggi dello stato italiano (fare finta che non sia così serve a poco) e avrebbe molto da guadagnare da una vittoria referendaria a giugno. Eppure vedo un totale silenzio e un sostanziale disimpegno in materia nell'area dell'indipendentismo di sinistra sardo. La mancanza di una visione di classe emerge anche dal sostegno dato da parte della sinistra indipendentista a esperimenti pasticciati cone la coalizione capeggiata da Soru con dentro Calenda e un sostegno informale targato Renzi. Allo stesso tempo, la sinistra italiana tutta (anche quella anticapitalista) fa una grande fatica ad analizzare in modo serio la questione coloniale sarda: per questo mostra in sostanza una totale incapacità di comprendere una lotta cone quella contro la speculazione energetica. Anche io ho le mie belle contraddizioni:sono un indipendentista sardo iscritto a una organizzazione italiana: sinistra anticapitalista. 

In conclusione a questo raffazzonato intervento invito tutta la sinistra indipendentista e di classe sarda a votare cinque sì come avrebbe fatto, ne sono quasi sicuro,  il compagno Vincenzo Pillai.

martedì 29 aprile 2025

L'essenza etica del fascismo

 Mussolini ebbe il coraggio di mandare a morire in guerra generazioni di giovani, indottrinati con una ideologia repellente. Poi, quando venne il suo turno, provò a fuggire in Svizzera. In questo percorso è racchiusa l'essenza etica del fascismo.

domenica 30 marzo 2025

Lupi in veste di agnelli o putiniani travestiti da pacifisti

  È abbastanza incredibile che chi in questi tre anni ha sostenuto e difeso Putin (responsabile dell'aggressione all'Ucraina) si travesta da pacifista. Io sono contro il riarmo europeo, perché l'Europa ha già una spesa militare ben superiore a quella russa, se questo è il problema, e perché questo riarmo sarebbe il colpo definitivo al nostro stato sociale. Ho sempre pensato che il conflitto ucraino fosse il frutto delle contraddizioni interimperialiste. Nel 2025 è l'Ucraina, il popolo ucraino, la principale vittima di queste contraddizioni. Ma lo sono anche i giovani russi sacrificati da Vladimir, i militari Nordcoreani inviati lontano da casa da Kim per coltivare i buoni rapporti con Mosca (del resto la Cina non ha fatto nulla del genere). Io sono contrario al riarmo europeo, che potrebbe portare alla formazione di un nuovo blocco imperialista europeo o di una Germania superpotenza militare. Sono per il rilancio della politica del disarmo. Ho comunque difficoltà, molta, a mischiarmi con qualche putiniano o paraputiniano che oggi sfila con la bandiera della pace. Perché i putiniani o paraputiniani hanno sostenuto un guerrafondaio, hanno difeso per anni l'aggressione imperialista di Mosca a Kiev, non hanno mai chiesto il disarmo della Russia.

sabato 15 marzo 2025

Chi nega la centralità del diritto di autodeterminazione dei popoli afferma il diritto di sopraffazione dei popoli #Appunto

Chi nega la centralità del diritto di autodeterminazione dei popoli afferma, forse inconsapevolmente, il diritto di sopraffazione dei popoli, del popolo più debole da parte del più forte. Afferma, cioè le, ragioni dell'imperialismo e del colonialismo. Oggi più di ieri.

Viviamo in un'epoca che confonde l'anti-imperialismo col sostegno all'imperialismo russo #Appunto

 Viviamo in un'epoca che confonde l'anti-imperialismo col sostegno all'imperialismo russo, il socialismo col capitalismo di stato cinese, la libertà con la libertà di sfruttare il prossimo e accumulare patrimoni che sfamerebbero miliardi di persone, il merito con la capacità di ingannare, sfruttare, fottere e essere coglione come Elon Musk. Un'epoca in cui quelli che pensano di essere intelligenti vogliono spendere 800 milardi in armi. Le mie idee appaiono totalmente sconfitte, perennemente in ritardo o in anticipo, ma continuo sperare in un finale a sorpresa.

venerdì 31 gennaio 2025

52 libri. Piccolo viaggio fra alcune delle mie letture preferite.


1 AAVV Metallus/la bibbia dell'heavy metal. Il primo testamento pubblicato nel 2000  circaè a cura di Luca Signorelli, il secondo del 2010 è curato da Gianni Della Cioppa

2 Margaret ATWOOD - Il racconto dell'ancella /Una distopia sempre più attuale

3 Bertolt BRECHT - Poesie politiche/Lotta di classe in versi

 4 Gianfranco BOTTAZZI - La dimensione locale/per me un classico di quella sociologia economica fatta di concretezza 

5 Charles BUKOWSKI - Post Office/ Storie di quando zio Buk era postino

6 Daniel BENSAID - Chi sono questi trotskisti?/Scienza politica dei trotskismi

7 Massimo CARLOTTO - Le irregolari/Nell'Argentina degli anni più bui

8 Luisa CARRADA - Il mestiere di scrivere/Un classico dei classici per chi scrive per mestiere

9 Andrea DE CARLO - Due di due/Un libro che mi piacque molto, ma di cui ricordo poco

10 Philip K. DICK - La svastica sul sole/Gli Stati Uniti dominati dal nazismo...ci siamo quasi?

11 Gichin FUNAKOSHI - Karatedo, la mia vita/Vita del fondatore del karate moderno

12 Peppino FIORI - Vita di Antonio Gramsci/Vita di un rivoluzionario dal grande cervello

13 Nino FILASTO' - Storia delle merende infami/La storia del mostro di Firenze secondo un principe del foro

14 John FANTE - Chiedi alla polvere/Alle radici di un certo tipo di letteratura

15 - Luciano GALLINO - Globalizzazione e disuguaglianze/Un classico della sociologia economica che parla a tutti 

16 - Aldous HUXLEY - Il mondo nuovo/Una distopia a trazione tecno-psicologica

17 - IGORT - Quaderni giapponesi/Il Giappone raccontato e vissuto dal vate sardo del manga

18 - Laura IMAI MESSINA - Wa, la via giapponese dell'armonia/Un prezioso catalogo di concetti viventi

19 - Lemmy KILMISTER - La sottile linea bianca/La storia di Lemmy, la vita di un vero rocker

20 - Stephen KING - It/Il classico dei classici di King. Probabilmente il miglior romanzo scritto negli anni '80

21 - LENIN - Stato e rivoluzione/Il leninismo che ci serve oggi

22- Carlo LUCARELLI - Nuovi misteri italiani/Una rassegna di casi misteriosi e spesso mai risolti

23 - MARX/ENGELS - Il manifesto del partito comunista/Le radici scientifiche della rivoluzione

24 - Yukio MISHIMA - La voce delle onde/Mishima fra uomo e natura

25 - Livio MAITAN - Tempeste nell'economia mondiale/Un piccolo classico del marxismo rivoluzionario. Uno degli ultimi libri di uno dei massimi esponenti della IV Internazionale

26 - Giorgio MELETTI - Nel paese dei Moratti/Magistrale libro-inchiesta sulla Saras di Sarroch di uno dei migliori giornalisti economici italiani

27- Mario MORETTI - Brigate rosse/Scritto con Rossana Rossanda. Alla scoperta dell'album di famiglia

28 - Fosco MARAINI - Ore giapponesi/Per un europeo è senz'altro la migliore introduzione possibile al Giappone di ieri, di avantieri e di oggi. 

29 - Ernest MANDEL - Il significato della II guerra mondiale/Una classico del marxismo rivoluzionario. La storia scritta da un economista marxista

30 - Giacomo MATTEOTTI - Contro il fascismo/Gli interventi parlamentari che costarono la vita Giacomo Matteotti. Il socialismo era cosa seria e la lotta di classe era al centro del gorgo. 

31 - Antonio NEGRI Micheal HARDT - Impero/Un classico che ha fatto discutere per almeno un decennio

32 - George ORWELL - La fattoria degli animali/La più classica delle distopie. Una critica spietata allo stalinismo che Roger Waters ha saputo rileggere in chiave anticapitalista in Animals

33 - Luigi PINTOR- Punto e a capo/Una raccolta di magistrali editoriali del giornalista del manifesto. Una scuola di scrittura e di pensiero

34 - Pier Paolo PASOLINI - Scritti corsari/Raccolta di interventi giornalistici utile a comprendere il pensiero di Pasolini

35 - Igor PATRUNO /Luca DATO - Via Poma. Anatomia di un delitto/Libro inchiesta su un caso mai risolto e che continua a fare discutere  anche oggi, a 35 dall'assassinio di Simonetta Cesaroni

36 - Rossana ROSSANDA - La ragazza del secolo scorso/Autobiografia di una delle migliori menti e penne del marxismo italiano

37 - George SIMENON - I sotterranei del Majestic/Un caso classico per Maigret

38 - Ignazio SILONE - Storia di un povero cristiano

39 - Luca SIGNORELLI - L'estetica del metallaro/Piccolo saggio su ciò che siamo stati e in fondo siamo ancora

40 - Mario SPEZI - Douglas PRESTON - Dolci colline di sangue/ricostruzione romanzata e avvincente del caso del Mostro di Firenze

41 - Luca SOFRI - Notizie che non lo erano/Un manuale di giornalismo al tempo delle fake news

42 - Fiamma SATTA - Io e lei/Romanzo autobiografico che descrive la lotta di Fiamma Satta col la sclerosi.

43 - John STEINBECK - Uomini e topi/Romanzo asciutto e magistrale

44 - Tiziano TERZANI - In Asia/Lezioni di giornalismo in luoghi difficili

45 - Yamamoto TSUNETOMO - Hagakure/L'ideologia del samurai. Un libro che Tsunetomo avrebbe voluto destinare all'oblio.

46 - Lev TROTSKIJ - La rivoluzione tradita/Il mio libro preferito di Trotskij. Un'analisi spietata dei processi di burocratizzazione post rivoluzionari

47 - Roberto VACCA - Come imparare più cose e vivere meglio/Fare è la chiave della filosofia di Vacca

48 - Banana YOSHIMOTO - Tsugumi/Lettura cara nella giovinezza

49 - Alex ZANOTELLI - Korogocho/Un viaggio nell'Africa più tormentata, scritto da uno dei pochi cattolici che rispetto davvero. Per Zanotelli Dio non è onnipotente.

50 - VAMBA - Il giornalino di Gian Burrasca/Echi delle risate (silenziose) di me bambino

51 - Fiorenzo CATERINI - Colpi di scure e sensi di colpa/La Sardegna è una colonia e la storia del disboscamento ne è il miglior esempio

52 - Dino BUZZATI - Il deserto dei Tartari/Magistrale narrazione di una lunga attesa



giovedì 19 dicembre 2024

"We can hear, far away are the sound of distant drums". Gli Iron Maiden dopo l'ultimo concerto di Nicko McBrain



Il brano Senjutsu, qui in una data del tour 2022,  è un ottimo esempio della potenza e della duttilità che Nicko ha conservato fino ai giorni nostri.
Il suo ingresso nei Maiden 42 anni fa, alla fine del 1982, fu decisivo. Con lui il suono della band entrò nella maturità e si fece più rotondo e levigato.
Provate ad ascoltare uno degli innumerevoli tribute alla band, vi accorgerete che spesso le parti di batteria (magari firmate da titolati colleghi) suonano rigide  e meccaniche, piatte, come se fossero eseguite da robottini.
 Il gioioso swing di Nicko è difficile da emulare. Non è una questione di pura tecnica: è la capacità di avere la potenza e l'elasticità di una piovra che gioca. 
 Facciamocene una ragione, quindi: noteremo la differenza.


domenica 8 settembre 2024

Cozy Powell - Over The Top





Gary Moore, Don Airey, Jack Bruce, David Clempson, Max Middleton. E' questo il calibro degli amici musicisti e compagni di bevute che Cozy Powell è in grado di riunire attorno alla sua batteria, con Martin Birch dietro il mixer, per incidere "Over the top", roccioso album solista fra prog e hard, fra blues e fusion, al termine di un decennio di scorribande nel mondo del rock. 




"Over The Top", lavoro totalmente strumentale e dalle atmosfere estremamente variegate, è il capolavoro solistico del batterista che sapeva unire la potenza di "Bonzo" Bonham alla scioltezza di Ian Paice. Un martellatore, Cozy Powell, considerato da molti il miglior drummer della scuola hard rock classica. 

Fra le gemme  di "Over the top" spiccano tracce come "Heidi Comes To Town" (Airey/Powell) e la classicissima "The Loner", scritta e suonata per l'occasione dal tastierista Max Middleton sul suo Fender Rhodes, riproposta da Gary Moore negli anni Ottanta su "Wild Frontier" e infine "saccheggiata" da Ritchie Blackmore in "Carry on Jon", tributo strumentale a Jon Lord.
Da recuperare, da avere, da ascoltare e riascoltare.

nota: Recensione del 2016 mai pubblicata e, per usare un termine di moda, recuperata nel 2024 e rivista in parte il 12 maggio 2025.